Poesie e filastrocche sui diritti dei bambini: le più belle

Ecco alcune delle più belle poesie e filastrocche sui diritti dei bambini, che raccontano un mondo di diritti dell'infanzia spesso calpestati.

Pubblicato da Camilla Buffoli Mercoledì 30 luglio 2014

Poesie sui diritti dei bambini

Poesie e filastrocche sui diritti dei bambini: ecco le più belle che raccontano in rima e in versi il mondo dei diritti dei più piccoli troppo spesso calpestati e violati. Dal diritto all’istruzione che manca a moltissimi bimbi nei paesi meno sviluppati, a quello al cibo, fino a quello fondamentale di vivere l’infanzia con la giusta dose di serenità e spensieratezza, libertà e pace. Un ottimo modo per far conoscere ai bambini, i diretti interessati, il mondo dei diritti che li riguarda e che dovrebbero sempre rivendicare con forza e senza paura.
Le canzoncine in rima sono un metodo perfetto per insegnare ai più piccoli concetti fondamentali come questi, ma non solo, i bambini possono imparare davvero molto anche sul mondo che li circonda; se volete conoscerne altre, allora consultate il nostro elenco delle filastrocche migliori per bambini.
Ma ora torniamo a scoprire le più significative proprio sui loro diritti fondamentali.

Il trenino dei diritti

Un lungo trenino nella nostra sezione
sta a ricordare di una bella lezione,
quando intorno ad un mappamondo
abbiamo fatto un girotondo.
Ognuno di noi era un vagoncino,
ci tenevamo per mano come un trenino.
Su ogni vagoncino, così per giocare,
facevamo salire chi voleva girare,
chi voleva con noi in un Paese arrivare
dove c’erano bambini che stavano a guardare.
La cosa più bella che abbiamo notato,
con la fantasia di cui ognuno è dotato
che tutti i bambini sono tutti uguali
siano essi cinesi, africani o italiani.
Abbiamo girato con grande baldanza
imparando che nel mondo ci deve essere uguaglianza.
(Giovanna Corsi)

I colori dei diritti dei bambini

Il diritto all’uguaglianza è giallo
come il sole che illumina la mia stanza.
Per imparare le parole ho il diritto di studiare.
I bambini di tutto il mondo hanno il diritto di mangiare
e di fare un girotondo tutti uniti,
senza litigare.
Se ogni bambino ha la sua famiglia
vive come perla nella conchiglia.
(Dei bambini delle Scuole elementari di Dormelletto)

Diritto di essere bambino

Chiedo un luogo sicuro dove posso giocare
chiedo un sorriso di chi sa amare
chiedo un papà che mi abbracci forte
chiedo un bacio e una carezza di mamma.
Io chiedo il diritto di essere bambino
di essere speranza di un mondo migliore
chiedo di poter crescere come persona
Sarà che posso contare su di te?
Chiedo una scuola dove posso imparare
chiedo il diritto di avere la mia famiglia
chiedo di poter vivere felice,
chiedo la gioia che nasce dalla pace
Chiedo il diritto di avere un pane, chiedo una mano che m’indichi il cammino.
Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso.
(Di Madre Teresa di Calcutta)

Diritto all’educazione

Se mi insegni,
io lo imparo
Se mi parli, mi è più chiaro
Se lo fai, mi entra in testa
Se con me tu impari, resta.

Diritto al gioco

Sia Bruno Tognolini che Maria Rosaria Longobardi hanno scritto due filastrocche per insegnare ai bambini che giocare è un loro diritto. Sono entrambe molto belle, eccole qui di seguito.

Di Bruno Tognolini

Fammi giocare solo per gioco
Senza nient’altro, solo per poco
Senza capire, senza imparare
Senza bisogno di socializzare
Solo un bambino con altri bambini
Senza gli adulti sempre vicini
Senza progetto, senza giudizio
Con una fine ma senza l’inizio
Con una coda ma senza la testa
Solo per finta, solo per festa
Solo per fiamma che brucia per fuoco
Fammi giocare per gioco.

Di Rosaria Longobardi

Facciamo un gioco, così, senza scopo,

solo per semplice e puro divertimento.

Se mi chiedi quando oppure dove

ti dico che noi giocheremo alle nove

oppure se piove.

Se mi dici per quanto ti rispondo soltanto

che sarà per poco oppure per tanto,

questo nostro bellissimo gioco.

E come per incanto, giocando e rigiocando, sarà girotondo

di tutti i bambini felici del mondo.

Diritto alla salute

Etcì! – Salute!

Le malattie son brutte

È meglio stare bene

La febbre è nelle vene

Arriva la puntura

Ma io non ho paura

Perché ci sono i miei

Senza come farei

E poi viene il dottore

Con il suo strano odore

E poi c’è l’ospedale

E poi viene Natale

E quando starnutisco

Le cose conosciute

Mi dicono “Salute!”

E allora io guarisco
(Di Bruno Tognolini)