Zecchino d’Oro: le canzoni più belle delle varie edizioni

Il mondo dello Zecchino d’Oro, ossia del coro dell'Antoniano di Bologna, è fatto di dolci bambine e allegri maschietti che cantano facendo sempre sì con la testa. Oggi ve lo raccontiamo grazie alle canzoni più belle e famose di tutti i tempi, dal Valzer del moscerino a Quarantaquattro gatti.

Pubblicato da Anna Franceschi Venerdì 17 novembre 2017

Zecchino d’Oro: le canzoni più belle delle varie edizioni

Per festeggiare i successi dello Zecchino d’oro, oggi vi sveliamo quali sono le canzoni più belle delle varie edizioni. Nato dall’idea di Cino Tortorella, da molti conosciuto come Mago Zurlì, il festival dedicato alle canzoni per bambini ogni anno raccoglie i consensi del pubblico, attirando davanti alla TV, alle manifestazioni e ai teatri un gran numero di estimatori, grandi e piccini. Grazie alle canzoni più famose e ad alcune curiosità dello Zecchino d’Oro vogliamo ripercorrere la sua storia fatta di musica, personaggi e dolci emozioni.
Il coro dello Zecchino d’Oro / ansa

Le canzoni più belle e famose dello Zecchino d’Oro

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Foto: Facebook – Zecchino d’Oro official
Tutte le canzoni dello Zecchino d’Oro sono diventate più o meno celebri, ma ve ne sono alcune più belle che da decenni fanno cantare adulti e bambini di tutta Italia.
Ecco la classifica dei successi dello Zecchino D’Oro, redatta in base alle preferenze di adulti e bambini:

  • 1. Volevo un gatto nero, cantata da Vincenza Pastorelli (1969)
  • 2. Non lo faccio più, cantata da Gianfranco Tonelli (1963)
  • 3. Il caffè della Peppina, cantata da Marina D’Amici, Simonetta Gruppini (1971)
  • 4. Quarantaquattro gatti, cantata da Barbara Frigo (1968)
  • 5. Il coccodrillo come fa?, cantata da Carlo Andrea Masciadri, Gabriele Patriarca (1993)
  • 6. Torero Camomillo, cantata da Michele Grandolfo (1968)
  • 7. Dagli una spinta, cantata da Carlo A. Travaglino (1965)
  • 8. Il valzer del moscerino, cantata da Cristina D’Avena (1968)
  • 9. Il pinguino Belisario, cantata da Daniele Conti (1966)
  • 10. Fammi crescere i denti davanti, cantata da Andrea Nicolai (1962)
  • 11. I tre corsari, cantata da G. Giroletti, G. Vicolo, M. Zerbini (1963)
  • 12. Popoff, cantata da Valter Brugiolo (1967)
  • 13. Il pulcino ballerino, cantata da Viviana Stucchi (1964)
  • 14. Il Lungo, il Corto, il Pacioccone, cantata da feat. G. Calderai, M. Colucci, L. Barsotti (1970)
  • 15. Per un ditino nel telefono, cantata da Cinzia Basenghi, Andrea Sirotti (1967)
  • 16. La piuma rossa, cantata da Mary Rose Darmanin (1964)
  • 17. Il topo Zorro, cantata da Sergio Sanna (1968)
  • 20. La giacca rotta, cantata da Raymond Debono (1962)
  • 21. La Zanzara, cantata da Liviana Zanelli (1963)
  • 22. Cocco e Drilli, cantata da Maria Federica Gabucci, Sabrina Mantovani, Claudia Pignatti e Alessandro Strano (1974)
  • 23. Il Katalicammello, cantata da Ylenia Recchia (1997)
  • 24. Ombretta del Mississipì, cantata da Mauro Cingia, Silvia Senatore (1985)
  • 25. La sveglia birichina, cantata da Fabiola Ricci e Caterina Zarelli (1973)

Le canzoni dello Zecchino d’Oro più ascoltate su Youtube

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Foto: Instagram – Zecchino d’Oro official
Vero e proprio festival della musica dedicata ai più piccoli, lo Zecchino ha da sempre riscosso molto successo, anche su Youtube.
Con quasi 400mila iscritti e oltre 250 milioni di visualizzazioni negli ultimi due anni, la piattaforma web premia le canzoni eseguite dai bambini del coro dell’Antoniano di Bologna, grazie anche al fatto che spesso sono state scritte e composte da nomi noti del panorama musicale italiano. Non a caso i bambini dello Zecchino superano addirittura Vasco Rossi in fatto di visualizzazioni.
Volete sapere quali sono i brani che godono dei maggiori clic sul web?
Primo fra tutti Volevo un gatto nero con oltre 61 milioni di visualizzazioni, seguito da Il coccodrillo come fa? con oltre 42 milioni di clic e da Il caffè della Peppina con 41 milioni.

Curiosità sullo Zecchino d’Oro

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Foto: Instagram – Zecchino d’Oro official
Il festival delle canzoni per bambini è stato trasmesso per la prima volta il 24 settembre del 1959 da Milano. Il suo ideatore è Cino Tortorella, conosciuto dai bambini come Mago Zurlì, che ne ha fatto un appuntamento così importante da fargli attribuire il titolo di “Patrimonio per una cultura di pace” da parte dell’UNESCO.

Ma è dal 1961, ossia da quando lo Zecchino d’Oro si è trasferito all’Antoniano di Bologna che la manifestazione ha definito la sua connotazione definitiva con la nascita del “Piccolo Coro dell’Antoniano”.
Ma com’è nato il nome Zecchino d’Oro? Il nome nasce grazie all’albero degli zecchini d’oro della fiaba di Pinocchio, celebrata durante la prima edizione dello show.

Un’altra curiosità? Anche Maria Sole Tognazzi, figlia di Ugo, partecipò allo Zecchino nel 1976 con “Show nella foresta”, la quale fu presentata solo con il nome evitando il cognome per evitare favoritismi.

Il personaggio più famoso nato grazie allo Zecchino d’Oro

Era il 1968 quando allo Zecchino d’Oro andava in scena Il valzer del moscerino cantato da una piccolissima Cristina D’Avena, quella che poi sarebbe diventata l’interprete italiana numero uno delle canzoni per bambini grazie all’intuizione ad Alessandra Valeri Manera che nel 1981 la scelse per interpretare una sigla televisiva, la prima di una lunga serie.

Vogliamo ancora donare i nostri pensieri ad una persona che ci mancherà molto. Nell'Italia in bianco e nero di inizio anni Sessanta, un giovane Mago Zurlì in calzamaglia e mantello bussò alle porte di un convento di #Bologna, dove tanti ogni giorno bussavano per avere una scodella di minestra calda. Il mago si chiamava Cino Tortorella, pioniere di una tv dei ragazzi per la quale scriveva insieme a Umberto Eco e Guglielmo Zucconi, e portava all'Antoniano lo Zecchino d'Oro. I frati lo ascoltarono dapprima perplessi, poi curiosi. Era il primo tassello di una storia che negli anni fu felice alchimia di canzoni canticchiate dall'Italia intera e dialoghi quasi surreali tra Mago Zurlì e creature sdentate, del dialogo empatico di Mariele Ventre con il suo Piccolo Coro e le intuizioni di un conduttore e autore televisivo che tenne a battesimo anche le iniziative di solidarietà che lo Zecchino d'Oro avrebbe portato nei cinque continenti. Cino Tortorella ci ha lasciati questa settimana. Ci eravamo sentiti pochi giorni fa. Ci eravamo scambiati qualche idea al telefono. "Ne ho tantissime, vediamoci", ci aveva risposto. Un saluto che era un appuntamento, un arrivederci. No, non vogliamo considerarla un addio. Grazie, Cino. 💙

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Nominando il personaggio più noto dello Zecchino non si può non ricordare il personaggio nato nel programma per ragazzi “Zurlì, il mago del giovedì”. Il Mago Zurlì, interpretato da Cino Tortorella, ideatore e presentatore dello Zecchino dal 1959 al 2008, ne è diventato il protagonista principale.

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Foto: Instagram – Zecchino d’Oro official
E cosa dire di Topo Gigio, il compagno dello stesso Tortorella durante le edizioni dello Zecchino. Nato l’anno stesso del festival ed ideato da Maria Perego, lo ricordiamo anche per le sue celebri frasi “Strapazzami di coccole!” e “Ma cosa mi dici mai” grazie alla voce di voce Peppino Mazzullo.