Utero in affitto: diventa mamma e nonna a 61 anni

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    Utero in affitto: diventa mamma e nonna a 61 anni

    Ultimamente si parla spesso di “utero in affitto“, un’espressione antipatica che, però, indica quella pratica di procreazione assistita in cui la donna nel cui corpo vengono impiantati gli ovuli fecondati non è la “madre biologica” ma una semplice “ospite”. In Italia la legge 40, che comprende le normative in tema di fecondazione in vitro, non permette questo tipo di scambio, ma in molti Paesi della UE e negli USA è possibile. Le coppie con difficoltà nel concepimento, o in cui la donna non riesce a portare avanti la gravidanza, possono contattare una sostituta che, a pagamento, accetti di accogliere nel proprio utero un feto non suo, per poi riconsegnarlo ai genitori legittimi dopo il parto.

    Detto in questi termini è un po’ crudo ma, nella sostanza, è così che vanno le cose. Di recente anche alcune star di Hollywood, tra cui l’attrice Nicole Kidman, vi hanno fatto ricorso. Oggi, però, vi voglio segnalare un caso del tutto atipico di “utero in affitto”, una bella storia d’amore materno che mi ha davvero colpito. A Chicago (USA), una donna di 61 anni ha partorito un bel maschietto che non è, però figlio suo, ma figlio di sua figlia, ovvero il suo nipotino. Confusi? Adiamo con ordine.

    Kristine Casey è una signora sessantenne in menopausa da 10 anni, con una figlia che ama moltissimo di nome Sarah, di 35 anni. La giovane donna è sposata con Bill Connell e i due, com’è naturale, desiderano avere dei figli e formare una famiglia. Ci provano dal 2004 ma il destino si accanisce contro di loro. Sarah ha difficoltà a restare incinta, così si sottopone a pesanti cure per la fertilità. Riesce a concepire due gemelli, ma al momento del parto i piccoli muoiono. I due ritentano, Sarah resta di nuovo incinta ma subisce un aborto spontaneo. A questo punto, la coppia, affranta, pensa all’adozione.

    Ed è qui che mamma Kristine entra in scena. Decide che non è giusto che la sua bambina non possa coronare il suo sogno di maternità, e che la scienza medica può fare qualcosa. Si sottopone a rischiosi bombardamenti ormonali e offre il proprio utero alla figlia. L’impianto va bene, così anche la gravidanza. La settimana scorsa, presso il Northwestern Memorial Hospital di Chicago, Kristine partorisce Finnean Lee Connel, un maschietto perfettamente sano, con taglio cesareo, diventando così, in un solo colpo, mamma e nonna del bebè.

    Concludo questa bella vicenda familiare con le parole della dott.ssa Josephine Johnston, ricercatrice presso il Centro di Bioetica Hastings, tra i medici che hanno seguito il caso di Sarah e Kristine: “E’ un atto d’amore e generosità all’interno di una famiglia unita. Non esistono obiezioni etiche all’idea di una donna che partorisce a 61 anni. E’ una grande storia da raccontare al piccolo quando sarà abbastanza grande da capire”.