Uova, attenzione alle etichette

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    Uova, attenzione alle etichette

    Uova, arrivano tardi nell’alimentazione dei nostri bambini perchè allergizzanti. Di fatto costituiscono un importante nutrimento per loro. Come sceglierle dunque? Facendo attenzione all’etichetta! O meglio ai codici scritti direttamente sulle uova. Ovviamente vanno preferite fresche e come vi dirà il pediatra, andranno somministrate cotte e poco per volta a cominciare dal tuorlo. Se avete la fortuna di uno spazio con le vostre gallinelle personali, il problema non si pone! Altrimenti dovrete comprarle: vi siete mai chieste cosa sono quelle scritte sopra l’uovo? Il loro codice identificativo, vi dicono come e dove sono state prodotte.

    Poniamo l’esempio della scritta 2 It 045 BO 001 e traduciamo: It indica la nazione di provenienza I numeri centrali 045 rappresentano il Codice ISTAT del Comune e BO la Sigla della Provincia dov’è situato l’allevamento (esempio: BN, VR, ecc) in questo caso Bologna. Lo 001 ovvero gli ultimi numeri identificano l’allevamento di provenienza. In genere dopo queste cifre c’è indicato il giorno della deposizione o quello di scadenza. Scegliete quelle prodotte nella vostra zona di residenza e che siano extra-fresche, cioè deposte da non più di 9 giorni.

    Un discorso a parte va fatto sul primo numero, quello che indica la tipologia dell’ allevamento.

    Lo 0 indica uova da agricoltura biologica

    Il n° 1 quelle da allevamento all’ aperto

    Il 2 a terra

    ed il 3 in gabbia.

    Tutte queste informazioni in genere si trovano all’interno della confezione. La Lav-Lega antivivisezione dopo aver svolto un’indagine presso i supermercati italiani ha lanciato l’allarme: le etichettature sono fuorvianti e questo atteggiamento rischia di ritardare l’attuazione di una normativa europea: entro il 2012 dovranno scomparire le gabbie per l’allevamento delle galline ovaiole.

    Attualmente coprono l’80% del mercato italiano (68% in Europa). Per questo la Lav ha messo in distribuzione una guida pratica sul sistema di etichettatura delle uova. Le gabbie in genere sono grandi come un foglio A4 e sono stipate una sopra l’altra in ambienti ostici. Sicuramente questo è penoso per le galline, ma influisce anche sulla qualità del loro prodotto: le uova che dobbiamo dare ai nostri figli!

    Animali stressati producono uova non propriamente perfette. Spesso le galline in questi casi sono trattate con farmaci che evitano il diffondersi di virosi e che “passano” nell’ uovo. Quindi mamme, per lo svezzamento, e anche dopo, leggete le etichette e scegliete con consapevolezza! Se invece, abitualmente le acquistate in una fattoria (o come qualche mammma vip in un monastero), assicuratevi delle condizioni igieniche in cui vengono deposte le uova. E buona frittatina!