Tumori in età pediatrica: nuova cura per il retinoblastoma

Un team di ricercatori del Policlinico universitario di Siena ha messo a punto con successo una nuova terapia per curare il retinoblastoma, tumore infantile che colpisce gli occhi.

Pubblicato da Paola Perria Venerdì 26 novembre 2010

Tumori in età pediatrica: nuova cura per il retinoblastoma

Ottime notizie sul fronte tumori in età pediatrica: è stata sperimentata con successo una nuova cura contro il retinoblastoma, un male che colpisce gli occhi. Come molti genitori sapranno già, si tratta di una delle forme tumorali più frequenti e pericolose che possono interessare bimbi anche molto piccoli. Da poco vi avevamo riferito la storia di una bimba inglese affetta, appunto, da retinoblastoma, salvata da una foto pubblicata su Facebook. Infatti, caratteristica di questo insidioso male, è quella di rendersi “visibile” attraverso il flash della macchina fotografica, laddove l’occhio dovrebbe apparire normale o, al limite, rosso, a causa della presenza del tumore risulta, invece, bianco.

Individuare la malattia quanto prima possibile è fondamentale per poter garantire la guarigione, perchè purtroppo si tratta di un cancro davvero molto aggressivo. Ma torniamo alla nuova cura. Mi fa particolarmente piacere informarvi che dietro questa scoperta ci sono i medici italiani del Policlinico Universitario Delle Scotte di Siena. Alla guida di un team multidisciplinare di ricercatori – costituito da genetisti, neuroradiologi, pediatri, patologi e biochimici – c’erano il prof. Carlo Venturi (Direttore del Dipartimento di Neuroimmagini e di Neurointerventistica) e la dott.ssa Doris Hadjistilianou (responsabile del Centro retinoblastoma dell’Unità operativa di Oftalmologia).

Quest’ultima ci spiega in cosa consiste la nuova terapia: “Si tratta di una nuova opportunità terapeutica che si aggiunge a quelle tradizionali e che può permettere di evitare l’enucleazione dell’occhio attraverso una tecnica di chemioterapia selettiva in arteria oftalmica, eseguita dal neurointerventista e che abbiamo studiato presso lo Sloane Kettering Centre di New York. Prima dell’intervento i pazienti vengono accuratamente selezionati, in base alle caratteristiche cliniche della malattia, dall’oculista“.

Il dott. Venturi prosegue: “Attraverso un catetere sottilissimo e flessibile, che viene introdotto all’altezza dell’inguine nell’arteria femorale, possiamo arrivare sino all’arteria oftalmica da cui origina l’arteria centrale dell’occhio, e somministrare selettivamente una sostanza chemioterapica attiva ed efficace, con minima invasività oculare, che aggredisce il tumore e che ha bassissima tossicità per la retina“. Grazie a questa cura, i medici di Siena sono riusciti a guarire perfettamente il 60% dei bambini (circa 80), affetti da retinoblastoma e sottoposti alla sperimentazione nel corso di due anni.