Temperatura basale: grafico e come si misura

Parliamo della temperatura basale, un metodo naturale che si basa sulle variazioni della temperatura corporea al verifificarsi dell'ovulazione. Ecco come si misura e il grafico da scaricare e da utilizzare per capire quando avere o non avere rapporti sessuali a seconda che si voglia avere un figlio oppure no.

Pubblicato da Anna Franceschi Lunedì 15 maggio 2017

Temperatura basale: grafico e come si misura

La temperatura basale è uno dei metodi naturali per rimanere incinta o, al contrario, per evitare una gravidanza. Ma come si misura e quale grafico si utilizza? In generale la temperatura corporea subisce delle variazioni in base ai livelli di progesterone ed estrogeni, gli ormoni sessuali, che diminuiscono o aumentano in relazione al periodo dell’ovulazione per preparare l’utero all’annidamento dell’ovulo fecondato. Quando la temperatura basale subisce delle modifiche consistenti è probabile che sia in corso l’ovulazione e che quindi sia il momento opportuno per provare a rimanere incinta; viceversa se non si cerca una gravidanza è meglio evitare i rapporti durante i giorni più fertili individuati grazie a un apposito grafico delle temperatura basale; questo metodo poi può aiutare le donne a conoscere meglio il proprio ciclo mestruale. Approfondiamo come funziona la temperatura basale per individuare qual è il periodo fertile durante il mese, per rimanere incinta o meno, vediamo come si relaziona la temperatura basale all’ovulazione e come in gravidanza possa modificarsi.

Cos’è la temperatura basale

Prima di tutto è necessario spiegare cos’è la temperatura basale: chiamata anche BBT ossia Basal Body Temperature, è la temperatura del corpo quando si trova in fase di riposo, quella cioè che si può misurare al risveglio, prima di alzarsi dal letto e di compiere le normali azioni quotidiane.
Ogni donna si è certamente chiesta almeno una volta come rimanere incinta con metodi naturali: tra questi, sicuramente conoscere la temperatura basale è molto utile per trovare i propri giorni fertili e riuscire a concepire.
Non solo, anche chi avesse deciso di propendere per metodi contraccettivi naturali potrebbe trovare una buona soluzione nel metodo della temperatura basale, evitando rapporti liberi nei giorni fertili.
Monitorando la propria temperatura basale siamo infatti in grado di scoprire il momento dell’ovulazione, caratterizzata da un aumento della temperatura basale costante per circa 3-4 giorni (i giorni più fertili, per l’appunto): questo è particolarmente utile per chi si chiedesse come rimanere incinta con un ciclo irregolare. Infatti con questo metodo di misurazione è possibile avere un quadro più completo relativo al proprio ciclo mestruale.
Il metodo della temperatura basale si basa infatti sugli studi che hanno rilevato l’effetto termogenetico del progesterone prodotto dall’ovaio dopo l’ovulazione che provoca un innalzamento della temperatura corporea fino a circa 0,5 gradi centigradi.

Come si misura la temperatura basale

La temperatura basale può essere rilevata attraverso un termometro studiato appositamente per questa misurazione che è acquistabile in qualsiasi farmacia. Il termometro utilizzato per misurare la febbre è infatti sconsigliato poiché non è sufficientemente preciso; il termometro per la temperatura basale, invece, è studiato per questo tipo di misurazione ed è molto sensibile, rilevando delle modifiche nelle temperatura stessa anche di 0,1 gradi centigradi.

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La temperatura si misura al risveglio dopo il riposo più lungo, che in una persona che compie un’attività normale è quello notturno, ossia dopo un minimo di 4 ore di sonno consecutive.
Prima di alzarsi dal letto e sempre alla stessa ora, si deve utilizzare il termometro per via orale, vaginale o rettale, ma anche in questo caso, sempre nella stessa maniera per assicurarsi precisione.

  • Misurazione per via orale: è quella meno attendibile, perché durante la notte può capitare di dormire con la bocca aperta;
  • Misurazione per via vaginale: è probabilmente il metodo più comodo per misurare la temperatura basale, però può essere falsata da eventuali infezioni;
  • Misurazione per via rettale: questo metodo è il più attendibile ed è quello raccomandato.

Bisogna cominciare a rilevare la temperatura basale il primo giorno del ciclo, continuando fino alla fine del ciclo stesso, riportando i valori su un foglio apposito e poi su un grafico della temperatura basale, come quello che vi abbiamo messo a disposizione più giù.

Come abbiamo già detto, chi vuole utilizzare il metodo della temperatura basale deve essere preciso, costante e deve anche seguire alcune regole che permettono una corretta misurazione:

  • la temperatura va misurata ogni mattina appena sveglie prima di alzarsi dal letto e alla stessa ora, dopo un riposo di almeno 4 ore consecutive;
  • il termometro della temperatura basale va tenuto sul comodino ad una temperatura sotto i 36 gradi già dalla sera prima in modo da non doversi alzare o agitarlo al suo utilizzo la mattina;
  • evitare di alzarvi la notte;
  • evitare di andare a letto dopo la mezzanotte;
  • evitare l’utilizzo di alcolici la sera;
  • utilizzare sempre lo stesso termometro e nello stesso modo. Il modo più consigliato è il rilevamento per via rettale e vaginale. Il rilevamento della temperatura orale è meno attendibile e ancor meno attendibile la misurazione della temperatura basale per via ascellare perchè non permette una misurazione precisa.

Grafico della temperatura basale

grafico temperatura basale

Come compilarlo

La temperatura basale deve essere registrata ogni mattina alla stessa ora prima di alzarsi, su un apposito grafico come questo che potete salvare e stampare. Oltre alla temperatura, su di esso si deve prendere nota anche dei giorni del ciclo mestruale, dei dolori addominali legati al ciclo o alle ovulazioni, al periodo ovulatorio e alla frequenza dei rapporti sessuali.
Ecco come registrare la temperatura basale sul grafico:

  • segnare la data nell’alto della colonna nello spazio previsto
  • segnare l’inizio di un ciclo, ossia il primo giorno del flusso mestruale, ma anche quando si hanno rapporti, quando si hanno dolori alle ovaie, quando si ritiene sia in corso l’ovulazione e quando si hanno perdite infra ciclo
  • tutte le mattine appena sveglie e prima di alzarsi e fare qualsiasi cosa, misurare la temperatura per almeno 2-3 minuti
  • segnare la temperatura sul grafico nella casella corretta
  • segnare qualsiasi causa di variazione della temperatura dovuta a cause esterne
  • alla fine del ciclo, continuare con un nuovo grafico

Come leggere il grafico delle temperatura basale

Se correttamente rilevata, il grafico riporterà un andamento della temperatura basale con un picco e un ritorno ai livelli medi se non c’è stato concepimento; diversamente se si è rimasta incinta durante il ciclo la temperatura basale rimarrà costante o si alzerà dopo l’impianto dell’ovulo fecondato in utero.
Temperatura basale grafico
L’immagine riporta un grafico della temperatura basale ‘standard’, con ovulazione avvenuta e nessun concepimento.
Controllando in grafico della temperatura basale, quindi, si potranno notare delle importanti modifiche; all’inizio, durante la cosiddetta fase follicolare, la temperatura si manterrà bassa e costante, fino al momento dell’ovulazione quando si abbasserà repentinamente; dopo questo giorno si rialzerà notevolmente indicando l’entrata nella fase luteinica del ciclo, quando cioè si forma il corpo luteo, una ghiandola deputata al rilascio di ormoni che favoriscono il concepimento. Tra il giorno di temperatura più bassa e più alta con tutta probabilità si sarà verificata l’ovulazione: se si cerca di rimanere incinta è il momento perfetto per fare l’amore, al contrario meglio astenersi dai rapporti non protetti.

Temperatura basale e ovulazione

Grazie alla misurazione della temperatura basale si può valutare l’andamento del ciclo e dell’ovulazione. La temperatura basale infatti cambia in base alle variazioni ormonali, ossia agli estrogeni e al progesterone in circolo, e subisce un innalzamento o un abbassamento di circa mezzo grado nelle diverse fasi del ciclo:

  • fase preovulatoria: la temperatura è bassa e coincide con l’arrivo delle mestruazioni quando la concentrazione di progesterone in circolo è bassa ed è alta quella degli estrogeni;
  • fase postovulatoria: la temperatura aumenta rispetto a quella della fase preovulatoria e rimane così fino a qualche giorno prima del ciclo mestruale successivo prima del quale andrà ad abbassarsi per via dell’innalzamento del progesterone.

Inoltre, grazie alla temperatura basale è possibile sapere se:

  • il ciclo è ovulatorio: la temperatura ha un andamento bifasico, ossia più bassa nei giorni prima dell’ovulazione e più alta dopo l’ovulazione;
  • il ciclo è anovulatorio: la temperatura si mantiene costante durante tutto il ciclo, oppure aumenta o diminuisce in modo irregolare e altalenante.

Infatti l’ovulazione non è una conseguenza fissa del ciclo mestruale e ogni donna può presentare alcuni mesi senza ovulazione.

Il giorno in cui viene rilasciato il follicolo dalle tube si avrà un abbassamento della temperatura basale, seguito da un giorno con un innalzamento repentino: sarà proprio in corrispondenza del giorno con temperatura più bassa, quindi, che si avrà ovulato e si sarà più fertili. I giorni in cui è più probabile rimanere incinta sono i due precedenti e i due successivi l’ovulazione.

temperatura basale ovulazione
Ecco come trovare il giorno dell’ovulazione con la temperatura basale – Foto di Alena TS / Shutterstock.com

Per chi vuole rimanere incinta, quindi, è fondamentale conoscere i giorni fertili, così come la frequenza dell’ovulazione e la temperatura basale è un metodo utilissimo per fare delle valutazioni sulla qualità del proprio ciclo mestruale: quindi come abbiamo specificato se è ovulatorio o meno ma, soprattutto, la lunghezza della propria fase luteale. Quest’ultima è il periodo che intercorre tra il giorno dell’ovulazione vera e propria e la comparsa delle mestruazioni; per consentire l’impianto di un ovulo fecondato e -quindi- per portare avanti con successo una gravidanza, la fase luteale deve essere di 14 giorni circa. Grazie alla misurazione della temperatura basale e la lettura del grafico, quindi, si potrà avere un quadro più completo anche sulla propria fertilità.
Attenzione però: non basta osservare un solo ciclo con la temperatura basale per trarre conclusioni. Utilizzate questo metodo almeno per 4-5 cicli prima di sottoporlo -eventualmente- al vostro ginecologo.

La temperatura basale in gravidanza

Se non vi è stata la fecondazione dell’ovulo la temperatura basale cala gradualmente dopo l’ovulazione in prossimità dell’arrivo del ciclo mestruale.
Invece, in caso di gravidanza la temperatura basale rimane alta nei giorni in cui si dovrebbero avere le mestruazioni. In alcuni casi inoltre la temperatura potrebbe anche aumentare determinando quello che viene chiamato “andamento trifasico da gravidanza”.

temperatura basale in gravidanza
Ecco come si presenta il grafico della temperatura basale in gravidanza dopo l’ovulazione – Foto di Emi s / Shutterstock.com

Come si può notare dal grafico, dopo il giorno di picco ‘negativo’ dell’ovulazione, la temperatura basale si è rialzata rimanendo poi costante senza scendere ulteriormente (sarebbe infatti segno dell’arrivo del ciclo mestruale): questo indica che è avvenuta la fecondazione e il successivo impianto dell’ovulo nell’utero. In gravidanza la temperatura basale si manterrà sempre costante e alta, più che durante i classici cicli precedenti. Non è però consigliata la sua misurazione: non ha effetti collaterali ma non dà alcuna valutazione sul progresso della gestazione in sé.

Misurazione della temperatura basale come contraccettivo

Al contrario, la temperatura basale può essere usata come contraccettivo ‘naturale’; in questo senso il metodo si basa sulla rilevazione di un rialzo termico di 0,2/0,5 gradi centigradi che si verifica con l’ovulazione.
Grazie a questo dato si è in grado di sapere quindi che in seguito a questo rialzo termico, dopo circa 4 giorni, si possono avere rapporti sessuali senza la paura di incorrere in una gravidanza.
I rapporti non protetti sono invece da evitare dall’inizio del ciclo fino ai 4 giorni dopo il rialzo della temperatura basale poiché è impossibile prevedere quando si può verificare il rialzo della temperatura e anche perché gli spermatozoi all’interno dell’utero possono sopravvivere anche tre giorni.
E’ bene però segnalare che questo metodo contraccettivo ha un indice d’insuccesso dell’8% – 15%; applicatelo solo se un’eventuale gravidanza non sarebbe comunque un evento assolutamente indesiderato.

Variazioni della temperatura basale

Abbiamo visto che la temperatura basale va rilevata ogni mattina appena sveglie alla medesima ora e con lo stesso termometro, ma vediamo quali fattori possono generare errori nel grafico della temperatura basale e, quindi, portare ad errori nella lettura del grafico:

  • numero di ore di sonno consecutive insufficiente;
  • aumento di temperatura a causa di febbre, infezioni, raffreddore, cistite, ecc;
  • utilizzo di farmaci antipiretici, anti-infiammatori, anti-dolorifici, ormonali;
  • vaccinazioni;
  • consumo di alcol e sostanze stupefacenti;
  • viaggi lunghi con cambi di fuso orario;
  • cefalee;
  • stress;
  • utilizzo di un termometro diverso nello stesso ciclo;
  • misurazione della temperatura basale in orario diverso o dopo aver compiuto un’attività.