Svezzamento: uova subito per dimezzare rischio allergia alimentare

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    A quanto pare, introdurre le uova nell’alimentazione del neonato fin da quando si comincia con lo svezzamento può dimezzare la probabilità che il bebè sviluppi, in futuro, un’allergia a questo importante alimento. La notizia è confortante, dal momento che l’uovo (di gallina), costituisce un prezioso alleato per la crescita del bambino, essendo un concentrato di proteine e sali minerali, nutriente e molto gradito al palato. La ricerca parte dall’Autralia e la cosa non stupisce, sappiamo infatti bene che nei paesi di tradizione anglosassone le uova costituiscono un cibo fondamentale nella dieta, e ribalta un luogo comune.

    Le neo mamme hanno spesso avuto timore di svezzare i loro bebè con le uova, proprio perchè si tratta di uno degli alimenti a più alto rischio allergizzante nella prima infanzia, preferendo ritardare il momento della prima pappa a base di uova fresche. Ma ora, lo studio coordinato dalla pediatra Katie Allen, dell’Istituto Murdoch di ricerca sull’Infanzia e dell’Università di Melbourne, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Allergy e Clinical Immunology, ci dice esattamente il contrario: i piccoli che iniziano a mangiare uova solo a partire dai 12 mesi, hanno una probabilità di sviluppare un’allergia di ben 3-4 volte superiore rispetto agli altri.

    Ovvero, in altri termini, cominciare a gustare questo cibo fin dai 4-6 mesi di vita, riduce del 60% il rischio di contrarre allergia. Questi dati sono il risultato di un’indagine statistica condotta su 2600 bimbi di età compresa tra gli 11 e i 15 mesi. Si è controllato, per ciascuno, il momento in cui i genitori hanno deciso di introdurre le uova nella loro alimentazione l’esito è stato, appunto, quello che abbiamo visto.

    Sorprendente? Non saprei, di certo prevenire una qualsiasi forma di allergia alimentare che possa, tra l’altro, esporre il proprio figlio al rischio di asma e altri disturbi connessi con le allergie, è meglio che curare. Lo studio australiano, tra le altre cose, ha evidenziato come anche il modo di cucinare le uova incida significativamente nella capacità del bebè di digerirle e assimilarle senza danno.

    In camicia, strapazzate o bollite, meglio che inserite come ingredienti in ricette più complesse come i prodotti da forno (dolci e torte). Insomma, via libera alle minestrine con l’uovo, all’ovetto a la coque della nonna (io, per lo meno, lo associo a mia nonna, che aveva la galline!), alle uova in camicia con il loro ghiotto effetto sorpresa, alle allegre e stimolanti uova strapazzate in padella…