Svezzamento: quando il cibo lo sceglie il bambino

Alimentazione complementare a richiesta, ovvero l’autosvezzamento. E’ la nuova tendenza a far scegliere al bimbo ciò che vuole mangiare, dai 6 mesi in su: è affidabile?

Pubblicato da Cinzia Iannaccio Venerdì 11 giugno 2010

Svezzamento: quando il cibo lo sceglie il bambino

Lo svezzamento si inizia normalmente tra il 5° ed il 6° mese di vita del bambino. Consiste nell’introduzione di pappe in aggiunta al latte, sia questo artificiale che del seno materno. Di recente pare ci sia una nuova tendenza: far sedere il bambino a tavola con mamma e papà e far scegliere a lui cosa assaggiare e quanto mangiare. Dal punto di vista pedagogico ci sono delle basi, dal punto di vista pediatrico e soprattutto nutrizionale c’è invece qualche perplessità. Ma vediamo nel dettaglio: si definisce autosvezzamento o alimentazione complementare (perché in aggiunta al latte) a richiesta (su scelta del bimbo).

Dopo il sesto mese in genere il bambino necessita di cibi diversi dal latte, sia pur questo quello materno, che non smette mai di essere prezioso. Ma ci sono delle modalità stabilite scientificamente, per il passaggio ai cibi dei grandi: per motivi di digeribilità, per prevenzione riguardo a tossinfezioni alimentari o per il rischio di allergie (anche se in questo senso si stanno sviluppando nuove ipotesi).

Fare altrimenti può essere pericoloso. Dal punto di vista pedagogico è invece giusto far sedere il bambino a tavola con i genitori per abituarlo. Ed è anche corretto farlo scegliere, toccare, pasticciare con le cose che trova. Servirà a dargli la capacità di autoregolarsi nelle quantità, di stabilire subito i suoi gusti.

Sarà attratto sicuramente dalle cose più colorate: quindi le carotine lesse potranno anche andare bene: a 6 mesi servono per preparare il brodo vegetale! Ma se scegliessero il rosso dei peperoni fritti? O se fosse incuriosito dai frutti di mare? C’è poi molta differenza tra questa età e l’anno di vita ad esempio: il divezzamento è un processo graduale.

I pediatri dunque avvisano: non ci sono studi scientifici documentati riguardo all’autosvezzamento e c’è il rischio di fare errori nutrizionali importanti. Allora mamme: atteniamoci alla tradizione: svezzamento classico e poi a tavola, ad assaggiare ciò che è lecito, tenendo presente che qualche nonna o zia farà sicuramente assaporare loro qualcosa di proibito.

Tenete poi presente che ogni bambino è diverso. Assecondate (con razionalità) il vostro, nell’alimentazione. Se non ci sono problemi di crescita e non vuole finire la pappa non insistete.

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dallacquallavita.altervista.org