Sport e bambini: consigli per la scelta giusta

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    Iniziata la scuola, è ora di riprendere anche tutte le iniziative extrascolastiche, sport compreso. Dato per scontato che sia un’attività fondamentale per lo sviluppo fisico del bambino, atta a prevenire numerose patologie come l’obesità e a correggerne altre, non va dimenticato che è utile anche per una sana crescita psichica. Tutto dipende dalla scelta che si fa. L’importante è che alla base ci sia il divertimento.

    Il primo consiglio che gli specialisti infatti danno è il seguente: compatibilmente con la salute del bambino e con l’esistenza di strutture adeguate, assecondate i suoi desideri e gusti. Altrimenti diventa un peso. La motivazione è fondamentale in ogni atleta, anche nel più piccolo.

    L’importante è che si muova, che scarichi energie e che condivida il tutto con altri bambini, anche se non si tratta di un gioco di squadra.

    Bisogna poi tener conto della maturazione fisica e muscolare, relativa all’età e non insistere per coinvorgerli in attività sportive per ragazzi più grandi.

    A meno che non sia vostro figlio a chiedervelo, evitate più discipline sportive contemporaneamente. Anche non volendo, l’organismo e la mente potrebbero risentire di un sovraccarico che condurrebbe alla rinuncia totale.

    Mai pretendere risultati di alcun tipo, non stressate i bambini con aspettative particolari, non pretendete che sia il migliore. Lo sport deve essere un gioco, un piacere, il fine è la partecipazione psico-fisica, non l’eccellenza. Solo così si potrà sviluppare nel ragazzo un concetto di sana e corretta competizione e non si creeranno in lui ansie da prestazione.

    Nel supportare ed indirizzare vostro figlio nella scelta dello sport da praticare gioca un ruolo importante anche il carattere. Ad esempio: se è indisciplinato, vivace o aggressivo e vi chiede di giocare a calcio (ma anche a rugby, pallacanestro o judo) assecondatelo.

    Non solo permettono un alto dispendio di energie, ma aiutano a giocare in gruppo, a rispettare l’avversario e soprattutto le regole: per questo si è soliti parlare di discipline sportive!

    Al contrario, un’attività di squadra sarà perfetta per un bimbo timido ed introverso.

    Ricordate infine che fino ai 3/4 anni, il bambino deve ancora perfezionare le sue capacità di equilibrio e coordinamento. Non abbiate fretta, piuttosto aiutateli a sviluppare queste potenzialità, magari attraverso attività spontanee come la corsa o il gioco (anche l’acquaticità), con la palla, la bici, il monopattino. O portateli semplicemente al parco giochi.

    Solo in un secondo momento si potrà parlare di avviamento allo sport.