Software in sala parto per gestire al meglio i rischi

All'ospedale Sacco di Milano stanno sperimentando un nuovo software, creato al politecnico, che, introdotto nelle sale parto, aiuterà i medici nell'assistenza alle partorienti.

Pubblicato da Paola Perria Lunedì 1 novembre 2010

Software in sala parto per gestire al meglio i rischi

Un software in sala parto per abbattere i rischi di errore umano. Una paura latente, infatti, per ogni futura mamma in procinto di partorire, è che qualcosa vada storto e la sala parto si trasformi in un luogo di dolore, anzichè di gioia. Inutile nasconderlo, anche se sappiamo – statistiche alla mano – che la sanità italiana è ottima e che il nostro Paese vanta la percentuale più bassa al mondo di morti da parto – pure è difficile, per una donna incinta, scrollarsi totalmente di dosso quella sottile inquietudine. I Media, peraltro, non aiutano, quasi non passa giorno che non si senta di qualche caso di malasanità dovuto a incuria o incapacità da parte dei medici. Dalle risse tra ginecologi per un cesareo contestato a neonati a cui viene somministrato gas invece di ossigeno.

E via dicendo, sono tantissimi i casi, inutile snocciolarli tutti, anche perchè, per fortuna, costituiscono davvero una infinitesima parte delle tante nascite felici e silenziose che avvengono ogni giorno in Italia. Oggi vi segnalo una novità che si prospetta estremamente positiva per il buon andamento dei parti italiani: l’introduzione di un pc dotato di un programma sofisticato all’interno delle sale parto, che avrà il compito di monitorare e coordinare tutte le varie attività e scandire le fasi che contaddistinguono appunto il momento cruciale della nascita. Un aiuto per ginecologi e ostetrici che si trovano a dover assistere magari più partorienti, in modo che ogni donna possa godere della giusta assistenza senza che si verifichino ritardi o errori grossolani.

Per il momento, il programma verrà inaugurato all’ospedale Sacco di Milano, questo perchè il software è stato creato in collaborazione con il politecnico, il quale, per costruirlo, si è basato sulle linee guida internazionali delle Società di Ostetricia e Ginecologia. Ecco come funziona: si inseriscono nel pc i dati e gli esami di ogni paziente (relativi all’intera gravidanza), così, quando arriva il momento del parto, il medico che la segue ha davanti il quadro clinico di mamma e feto, e il programma segnala, in base al montoraggio, se c’è qualche sofferenza e se è necessario intervenire. Nello specifico, il software non ha il potere di dire al medico cosa deve fare (ci mancherebbe!), ma solo di fornire una serie di coordinate.

“Per ora è sperimentato in pazienti a basso rischio, in travaglio fisiologico – spiega Irene Cetin, Direttore dell’Unità di Ginecologia del Sacco nonchè “mente” del software – e permette una migliore comunicazione tra medici e operatori, ma anche con la paziente“. Il programma, inoltre, registra tutte le fasi di ogni singolo parto, proprio come le scatole nere degli aerei, così, a cose fatte, si può andare a controllare se il rischio è stato gestito nel modo migliore. La sperimentazione del nuovo software proseguirà fino all’estate e, immagino, se si dimostrerà utile ed efficiente, verrà introdotto anche nelle sale parto di altre strutture ospedaliere italiane.