Si può essere felici anche con un figlio down: la storia di una famiglia speciale

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    Si può essere felici anche con un figlio down: la storia di una famiglia speciale

    Avere un figlio down o disabile ed essere felici. Questa è una storia davvero speciale e sicuramente in Italia sono tante le famiglie che vivono una realtà come questa con serenità. Domenica è stata la Giornata nazionale delle persone con sindrome di Down e in 200 piazze ci sono stati punti informativi. Stefania Bernardini fa parte di Aipd, l’associazione italiana delle persone down e ha raccontato al Corriere della Sera la sua esperienza di mamma.

    “Io? Sì, sono una persona felice. E anche mio figlio credo che lo sia. Ma non sono così ipocrita da negare di avercela col mondo, ogni tanto. Però poi passa, certo che passa”, ha raccontato Stefania che ha un ragazzo di 25 anni di nome Valerio. “Non ci siamo mai negati niente, viaggi, feste, amici. E Valerio è sempre stato con noi. Anzi, gli amici, sia nostri che suoi, sono stati fondamentali per definire la nostra serenità di oggi. Discriminazioni, esclusioni? Mai. Non c’è stata neanche una volta che mio figlio sia stato scansato o maltrattato”.

    Non è stata una vita rose e fiori, questo è inutile negarlo, però ci sono stati dei momenti bellissimi, come quando Valerio è andato alle elementari. Ha avuto un’insegnante di sostegno meravigliosa. Alle Medie è stato tutto un po’ più complicato, ma ha preso comunque la licenza. Valerio è uno sportivo, ama andare in barca vela, adora notare e poi è un campione a bowling.

    “Per Valerio lo sport è stato importante. Lo ha aiutato ad aprirsi, lui che è sempre stato un po’ chiuso di carattere, come suo padre, del resto”, racconta la sua mamma, molto orgogliosa. Non so se questa storia possa essere d’aiuto a tutte quelle mamme che stanno pensando di fare l’amniocentesi (Stefania all’epoca non l’aveva fatta) o stanno facendo i conti con un esito difficile da accettare, ma lo spero tanto.