Si celebra oggi l’Obesity Day che rilancia il problema dell’obesità infantile!

Oggi si celebra l'Obesity Day che rilancia il problema dell'obesità infantile una malattia che molto spesso viene troppo sottovalutata ma che è invece molto rischiosa.

Pubblicato da Francesca Bottini Lunedì 10 ottobre 2011

Oggi si celebra l’Obesity day, una giornata di sensibilizzazione su questo problema che colpisce anche i bambini. Oggi i centri ADI (Servizi di Dietetica e Nutrizione Clinica, Servizi Territoriali, Centri Obesità) sono aperti e a disposizione di tutti i cittadini che hanno bisogno di informazioni. Nel nostro paese la situazione non è certo delle migliori dato che, secondo recenti dati, è stato stimato che nel 2010 tre bambini su dieci hanno mangiato almeno una volta al giorno verdure e ortaggi: decisamente un po’ troppo pochi!

Il Ministero della Salute ha così elaborato il documento “Strategie di educazione alimentare e nutrizione”, con delle linee guida per portare i bambini ad avere:
-3 pasti regolari più 2 spuntini;
-evitare di gratificarli con merendine, soprattutto se ricche di zuccheri;
-non insistere nel volerli farli magiare a tutti i costi;
-limitare il consumo di proteine ma includere sempre nella dieta carne, uova e formaggi e soprattutto il pesce;
-abituarli a praticare attività fisica.

«La crisi ha portato, loro malgrado, i consumatori ad affinare le proprie strategie di acquisto e ad adottare un comportamento più virtuoso. Anche se qualche problema rimane – ha sottolineato Giuseppe Fatati, Presidente della Fondazione ADI e coordinatore del Progetto Obesity Day – la necessità di inseguire la migliore offerta porta i consumatori a rivolgersi soprattutto alla grande distribuzione, ai supermercati. Alla fine è impossibile resistere e, come al solito, si compra troppo. E si mangia ancora troppo».

«Due sono gli aspetti che vanno presi in considerazione per il paziente obeso – ha dichiarato anche il Ministro Fazio -. Di questi uno non è prettamente medico, ma non per questo è di minore rilevanza: si tratta di garantire l’inserimento del paziente obeso nella vita di relazione, con reparti ospedalieri attrezzati a misura di obeso, mezzi di trasporto adeguati e misure che rispondano a esigenze legate alla vita di tutti i giorni. Poi c’è il problema della riabilitazione. È un paziente cronico da gestire sul territorio, con passaggi in ospedale brevi e legati solo alla riacutizzazione della malattia».

Il ministro ha anche sottolineato l’importanza di «reparti attrezzati a misura di obeso negli ospedali, mezzi di trasporto in grado di accoglierli, una rete assistenziale sul territorio che garantisca continuità nel percorso riabilitativo».