Scuola: fobia e mutismo selettivo in aumento tra gli alunni

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    Scuola: fobia e mutismo selettivo in aumento tra gli alunni

    Fobia della scuola e mutismo selettivo sono altrettanti disturbi che colpiscono percentuali sempre crescenti di piccoli alunni. Si tratta di manifestazioni patologiche di disagio nei confronti della scuola e di tutto ciò che comporta l’impegno scolastico. L’allarme è stato lanciato dal dott. Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e Direttore dell’Istituto di Ortofonologia (Ido) di Roma, a seguito di una indagine promossa proprio dall’Ido nelle strutture scolastiche primarie e secondarie. A proposito del mutismo selettivo Bianchi spiega: “Indica un bambino intelligente che si relaziona e parla solo con i familiari e che a scuola non dice una parola.

    Questa patologia, sebbene in aumento, presenta una possibilità di recupero“. Uno dei problemi relativi a questo disagio, è dovuto al fatto che i genitori non riescono a comprenderlo – anzi, spesso cascano dalle nuvole quando gli insegnanti segnalano la cosa – e difficilmente si convincono che ci sarebbe una terapia da seguire e non basta la buona volontà del bimbo. Quanto alla fobia scolastica, Bianchi sottolinea la sua incidenza anche oltre l’età della prima infanzia.

    “In passato – afferma infatti lo psicoterapeuta – solo i bambini di prima, seconda e terza elementare accusavano stress, vomito , ansia e comportamenti esagerati che impedivano l’accesso del bambino a scuola, con conseguenti lacune nell’apprendimento. Ora, in aggiunta ai bambini di questa età, le fobie scolari si manifestano nella scuola media e superiore con conseguenze disastrose sul rendimento scolastico e quindi sul futuro lavorativo e di inserimento”.

    Timori concreti per i genitori i cui figli manifestino sintomi legati a queste due patologie comportamentali, che devono suonare come un campanello d’allarme e vanno affrontate con forza fin da subito, per poter assicurare uno sviluppo intellettivo e sociale sereno e costante al minore. Ricordiamoci che i nostri bambini sono oggi sottoposti a sollecitazioni e pressioni molto maggiori di quanto non accadeva in passato, a loro si chiede un buon profitto scolastico, ma anche carattere socievole e brillante, disinvoltura, rapidità mentale, una sorta di adeguamento a modelli televisivi o pubblicitari.

    Non stupisce, perciò, che sempre più bimbi e adolescenti soccombano, sottoposti a troppa tensione, troppe aspettative, e si rifugino nel mutismo o rifiutino il confronto scolastico. Affermando che il diffondersi di tali disturbi esprima una emergenza di carattere sociale, così conclude il dott. Bianchi: “Invece di passare da un’età immatura a una più matura, conquistando equilibrio, nei giovani che crescono aumenta il disequilibrio nei rapporti personali e nella vita di società”.