Save the Children e il suo Atlante dell’infanzia

L'atlante dei bambini di Save The Children è uno strumento utile per monitorare i problemi legati all'infanzia

Pubblicato da Valentina Morosini Venerdì 19 novembre 2010

Save the Children e il suo Atlante dell’infanzia

Save the Children ha presentato il primo Atlante dedicato al pianeta infanzia nel nostro Paese. L’occasione è la settimana dedicata ai diritti dell’infanzia, in corso fino a domenica. E’ un volume di 66 pagine e si può scaricare in versione integrale, corredata da una piccola mappa interattiva, da internet. Il titolo è L’isola dei tesori – Atlante dell’infanzia (a rischio) in Italia e propone quasi 70 mappe con le principali informazioni sui minori nel nostro Paese, dai nomi più diffusi alle città più inquinate, dagli asili alla dispersione scolastica.

È una cartina che ha come obbiettivo fotografare la situazione italiana. Perché se è vero che siamo un Paese di privilegiati è vero anche che ci sono molto problemi ancora oggi, come la povertà, la violenza e legislazione in materia d’infanzia frammentata.

La provincia più giovane è Napoli (solo in città ci sono il 22% di minori). Sono, invece, Roma, Napoli, Milano e Torino le province che contengono le parti più consistenti del “tesoro” rappresentato dagli oltre 10 milioni di minori che vivono nel nostro paese.

I nomi più diffusi? Francesco, Alessandro e Giulia. Esattamente sono Francesco, Alessandro, Matteo, Antonio e Giuseppe, per i maschi; Giulia e Sofia, per le femmine. Per quanto riguarda i nomi di bambini nati da genitori stranieri, si registra il successo di nomi come Alessia, Giulia e Sofia per le bambine e Matteo e Alessandro per i bambini.

Save The Children nel suo atlante ha segnalato anche il verde. Il peggiore esempio è a Taranto, dove ogni bimbo ha a disposizione come verde uno spazio equivalente a una foglia di insalata (0,2 metri quadri), invece, all’Aquila ogni piccolo ha a disposizione2.787 metri quadri. Il Nord deve fare i conti con i tassi di inquinamento dell’aria: Torino, Milano, Brescia, Padova, Modena, Bergamo, Pescara, Napoli, Venezia, Rimini e Reggio Emilia sono le città con il maggior numero, in Italia e in Europa, di giorni con le polveri sottili sopra il limite consentito.