Salute bambini, test alla materna contro la dislessia

I bambini dell'asilo di due città italiane, Lecco e Udine, saranno sottoposti a dei test per verificare la presenza di disturbi del linguaggio, come la dislessia per avviare subito la riabilitazione.

Pubblicato da Valentina Morosini Venerdì 9 marzo 2012

Salute bambini, test alla materna contro la dislessia

La salute dei bambini deve essere monitorata con molta attenzione, è questo l’unico modo per prevenire o diagnosticare per tempo alcune malattie. La dislessia per esempio in passato è stata tanto trascurata, ma oggi è una patologia curabile. Vi segnaliamo, quindi, un progetto interessantissimo firmato dall’ Irccs Medea – La Nostra Famiglia e approvato dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) del ministero della Salute.

Si tratta di “’Communication Disorders: reducing health inequalities” ed è uno studio che coinvolge i bambini della scuola dell’infanzia di due regioni italiane: la Lombardia e il Friuli Venezia Giulia, nelle province di Lecco e Udine. I piccoli dovranno sottoporsi a dei test per individuare i disturbi del linguaggio. Gli strumenti utilizzati sono abbastanza noti, ovvero i classici screening, Language Development Survey. Prenderanno parte a questo studio circa 1.000 bambini di 36 mesi della scuola dell’infanzia. I genitori dovranno rispondere a una sorta check list, ovvero a una serie di domande di controllo.

Questi test sono stati studiati appositamente per l’individuazione precoce dei bambini a rischio di disturbo specifico del linguaggio. 36 mesi possono sembrare pochi, ma l’età prescolare è davvero fondamentale per notare eventuali difficoltà e curarle prima che possano diventare troppo gravi. Massimo Molteni, responsabile del progetto e primario dell’unità operativa di Psicopatologia all’Irccs Medea, ha commentato: “Coinvolgeremo scuola e famiglia per sperimentare una modalità di risposta assistenziale innovativa e in grado di ridurre i costi del sistema, conseguenza di una diagnosi tardiva”.

Dopo i primi test e le prime conclusioni, i bambini saranno rivalutati una seconda volta per verificare i dati e ovviamente per dare il via alla riabilitazione infantile, in caso di necessità.