Quando i bambini dicono le bugie

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    Molto spesso i bambini raccontano le bugie: se questo avviene prima dei cinque anni va considerato che il piccolo, a quell’età non distingue ancora bene la realtà dalla fantasia. Ecco perché inventarsi di vedere i mostri o animali che volano non può essere considerata un vera e propria bugia!

    Dai sei anni invece il bambino comincia a capire la differenza tra le realtà e una bugia. Cominciando la scuola la parte razionale del cervello viene stimolata, nonostante sia possibile ancora qualche estremo gioco di fantasia che per questo non è considerarsi, anche in questo caso, una bugia vera e propria.

    J. Sutter divide le bugie di questa età in varie tipologie di significato: menzogna generosa (utilizzata per evitare di causare preoccupazione e dolore); quella per timidezza (legata alla paura del giudizio); quella per scherzo (poco credibile già di partenza); quella per liberarsi da un sentimento angosciante (come la vergogna); la menzogna nevrotica (è tipica di chi vive momenti conflittuali e capita spesso nell’adolescenza).

    Come comportarsi se ci accorgiamo che nostro figlio mente? Evitate in qualsiasi caso di dare del bugiardo al vostro bambino; le bugie sono normalissime in un ragazzino e molto spesso non innocue.

    Se invece la situazione si ripete spesso in un ragazzo più grande sarebbe utile cercare di parlare con lui e capire soprattutto le motivazioni delle sue bugie: paura, insoddisfazione o senso di inadeguatezza, sono tutti sentimenti che se trascurati possono incidere molto negativamente nella vita di vostro figlio.