Pronto soccorso pediatrico: nozioni generali di primo soccorso

Possedere le nozioni generali di primo soccorso pediatrico è molto importante, soprattutto sapere quando è davvero il caso di portare il proprio bimbo d’urgenza al Pronto Soccorso.

Pubblicato da Paola Perria Giovedì 9 maggio 2013

Pronto soccorso pediatrico: nozioni generali di primo soccorso

Avere un quadro generale del primo soccorso pediatrico per dei genitori è molto importate, eppure si tratta di nozioni sconosciute ai più. Le conseguenze sono abbastanza logiche: quando il proprio bambino è vittima di incidenti domestici, oppure presenta febbre alta o sintomi di qualche malattia anche stagionale, mamma e papà presi da panico, corrono immediatamente al pronto soccorso. Spesso e volentieri per disturbi passeggeri o che richiederebbero un semplice intervento casalingo, purché tempestivo. Ebbene, il punto è proprio questo, spesso la soluzione l’abbiamo a portata di mano, ma siccome non lo sappiamo finiamo per perdere solo tempo sbattuti in ospedale, magari per un codice bianco. Vediamo, allora, le regole generali relative al primo soccorso pediatrico e quando sia davvero necessario ricorrere al PS.

Primo soccorso pediatrico: i numeri dell’emergenza

Cominciamo con una premessa. Quando ci sono bambini piccoli in casa, ma questo vale anche per gli adulti, sarebbe saggia norma il tenere ben in vista tutti i numeri utili per le emergenze. Vediamone l’elenco (eventualmente potreste stamparlo e appenderlo):

  • 112 Carabinieri
  • 113 Polizia di Stato
  • 115 Vigili del Fuoco
  • 118 Emergenza Sanitaria
  • Numero della Guardia Medica (lo trovate sulle Pagine Gialle)
  • Il numero del più vicino Centro antiveleni (ecco un elenco)

Primo soccorso pediatrico: quando andare al PS

Vediamo ora in quali casi i genitori devono effettivamente recarsi all’ospedale d’urgenza con il proprio bambino:
Incidenti:

  • Ferite sanguinanti, profonde o con margini slabbrati
  • Fratture o colpi molto violenti
  • Colpi alla testa con perdita di coscienza o con sonnolenza eccessiva o vomito ripetuto
  • Ingestione di sostanze o farmaci seguita da vomito ripetuto o perdita di coscienza
  • Corpi estranei penetrati nell’occhio
  • Ustioni estese o con bolle più larghe di 2-3 cm o con bruciature della pelle oppure che interessano il viso, il collo, le mani, i piedi o i genitali
  • Folgorazione o forte scossa elettrica
  • Morso di animali velenosi

Disturbi o sintomi gravi tra cui:

  • Convulsioni prolungate o che continuano nonostante una terapia adeguata (crisi epilettica, convulsione febbrile)
  • Perdita abbondante ed inarrestabile di sangue dal naso
  • Gonfiore o dolore acuto ai testicoli (torsione del funicolo, erma inguino-scrotale strozzata)
  • Gonfiore e arrossamento del pene per restringi mento del prepuzio (parafimosi)
  • Perdita di coscienza improvvisa e persistente
  • Vomito che si ripete frequentemente nonostante la terapia
  • Emissione di feci miste a sangue per più di una volta o perdita di sangue dal retto
  • Scarsa reazione alle stimolazioni, torpore continuo (coma)
  • Stato confusionale o delirio
  • Difficoltà improvvisa a respirare e gonfiore alla gola da sospetta reazione allergica dopo assunzione di farmaci, alimenti o puntura d’insetto (shock anafilattico, angioedema)
  • Soffocamento improvviso (inalazione di corpo estraneo)
  • Febbre alta e perdita di coscienza da esposizione prolungata al sole (colpo di calore)
  • Occhi alonati, pianto senza lacrime, pelle raggrinzita in corso di diarrea e vomito (grave disidratazione)
  • Mal di pancia acuto e persistente
  • Febbre superiore a 38° C in un neonato di meno di un mese di vita

Il 118 si deve chiamare solo ed esclusivamente quando le condizioni del bambino sono tali per cui non è possibile trasportarlo autonomamente all’ospedale, ad esempio, in caso di sospetta frattura con lesioni interne.

Primo soccorso pediatrico: come fare una prima valutazione

Terminiamo con le regole generali consigliate dai medici e dalla croce Rossa a proposito dell’osservazione delle condizioni del bambino per capire come si deve intervenire:

  • Arti: l’incapacità di muovere un arto dopo un trauma può indicare la presenza di una frattura (al contrario una frattura a legno verde, spesso non è dolente alla palpazione)
  • Addome e genitali esterni: verificare la presenza di sangue, ecchimosi o tumefazioni
  • Torace: valutare la funzione respiratoria (espansione del torace, frequenza respiratoria, rumori respiratori) nonché segni di trauma
  • Colonna vertebrale: a causa della maggiore pesantezza del capo, le lesioni traumatiche alla colonna sono più frequenti che nell’adulto
  • Collo: valutare la presenza di rigidità nucale soprattutto in caso di febbre
  • Stato di coscienza: controllare la re attività a stimoli verbali o a stimoli tattili (piccole pacche sotto i piedi), verificare eventuali stati saporosi
  • Capo: la fontanella anteriore si chiude entro i 12-18 mesi, prima della sua saldatura costituisce una zona particolarmente delicata. Verificarne la tensione, tende a gonfiarsi con il pianto
  • Cavo orale: ispezionare il cavo orale