Problemi tiroide in gravidanza: sintomi, cause e rimedi

I problemi alla tiroide in gravidanza sono abbastanza frequenti ma possono essere riconosciuti facilmente e soprattutto curati in modo efficace: ecco tutti i sintomi, le cause e i rimedi.

Pubblicato da Francesca Bottini Lunedì 22 ottobre 2018

Problemi tiroide in gravidanza: sintomi, cause e rimedi
Foto di NotarYES/Shutterstock.com

I problemi alla tiroide in gravidanza sono molto più diffusi di quanto si pensi. L’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo sono molto frequenti nelle donne in gravidanza e dipendono da una modificazione della produzione degli ormoni in questo particolare periodo della vita. Quando c’è un eccessivo funzionamento della ghiandola tiroidea si parla di ipertiroidismo mentre al contrario quando la tiroide funziona poco si parla di ipotiroidismo: ecco perchè sarebbe utile, a discrezione del medico, tenere sotto controllo i valori della tiroide in gravidanza. Vediamo insieme quali sono i disturbi che possono portare queste condizioni e come curarsi per preservare la propria salute e quella del bambino.

Tiroide e gravidanza

I problemi alla tiroide vengono molto spesso sottovalutati, spesso noi donne, che siamo le prime a soffrire di questi disturbi, confondiamo i sintomi di un problema alla tiroide con quelli legati a fisiologici sbalzi ormonali. Per questo motivo,  è ancora più difficile accorgersene durante la gravidanza o la menopausa, periodi in cui il nostro corpo vive moltissimi cambiamenti ormonali. Saper riconoscere i sintomi alla tiroide e collegarli ad un disturbo specifico è di vitale importanza soprattutto per le future mamme; intraprendere una gravidanza senza sapere di essere affette da disfunzioni della tiroide, quali l’ipertiroidismo o l’ipotiroidismo, comporta seri rischi allo sviluppo del feto.
Inoltre quando programmiamo una gravidanza dovremmo sempre fare un controllo della funzionalità tiroidea; spesso, infatti, i problemi a questa ghiandola possono essere responsabili di una difficoltà a rimanere incinta.
Questo rischio aumenta per chi ha una familiarità tiroidea, per chi soffre di diabete, celiachia, psoriasi, obesità o di una malattia autoimmune.

In queste condizioni il desiderio di un figlio potrebbe essere ostacolato proprio dai problemi alla tiroide che possono causare infertilità e anovularietà e sono connessi ad alti tassi di aborti spontanei.
Insomma, prima di avere figli assicuriamoci che la nostra tiroide sia in perfetta salute e funzioni al meglio; in questo modo sapremo come affrontare eventuali complicazioni e problemi. Le disfunzioni della ghiandola tiroidea sono principalmente due: quando la tiroide lavora troppo e, nel sangue, la concentrazione di ormoni circolanti è alta, si parla di ipertiroidismo; quando la tiroide lavora poco, ossia produce una quantità insufficiente di ormoni, si parla di ipotiroidismo.

Cosa fare in caso di ipertiroidismo in gravidanza

Se sei incinta e soffri di ipertiroidismo ci sono alcune cose a cui devi fare particolare attenzione. Questo problema alla tiroide, infatti, può portare con sé alcune controindicazioni per te e alcuni rischi per il tuo bambino.

Innanzitutto l’ipertiroidismo in gravidanza può facilmente provocare ipertensione e anemia; ma in casi più gravi anche  gestosi e, di conseguenza, può aumentare il rischio di un parto prematuro, un distacco di placenta o un aborto spontaneo.

Fortunatamente però l’ipertiroidismo in gravidanza è piuttosto raro. Molte volte, ad essere scambiato per ipertiroidismo, è un fisiologico sbalzo ormonale. Ad esempio, nel primo trimestre si ha un innalzamento dei livelli di hCG che può indurre a pensare a questo disturbo della tiroide; in realtà è un falso ipertiroidismo.
Il nostro corpo, in questo periodo della gravidanza, produce hCG che si lega ai recettori del TSH andando così a stimolare la produzione ormonale della ghiandola tiroidea. Di conseguenza, dalle analisi del sangue potremmo notare dei valori di TSH bassi che potrebbero sembrarci i sintomi di un disturbo alla tiroide e che, invece, sono da ricondurre a un normale sbalzo ormonale.

Sintomi

In caso di ipertiroidismo in gravidanza, i sintomi più frequenti sono:

  • tachicardia,
  • aumento pressione,
  • pelle calda e umida,
  • intolleranza al caldo immotivata,
  • stanchezza eccessiva (astenia),
  • vomito,
  • perdita di peso,
  • ansia.

L’ipotiroidismo in gravidanza

Anche l’ipotiroidismo in gravidanza se non adeguatamente trattato può portare gravi danni al bambino.  Sono infatti gli ormoni materni che giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo cerebrale del feto e se non funzionano in modo perfetto possono causare un danno irreversibile dello sviluppo neurologico e intellettivo del bambino. Cosa fare allora?

Sarebbe opportuno sottoporsi a controlli alla tiroide sia prima del concepimento che durante la gravidanza per verificare i valori dell’ormone TSH Tireotropina, soprattutto per le donne che hanno familiarità con questa malattia, che vivono in zone in cui c’è una carenza di iodio, che hanno più di 30 anni e se ci sono casi in famiglia di diabete mellito di tipo I e patologie autoimmuni.

Sintomi

Se i valori degli ormoni tiroidei sono troppo bassi i sintomi che possiamo notare comprendono:

  • stanchezza eccessiva (astenia),
  • sensazione di freddo immotivata,
  • perdite di memoria e difficoltà di concentrazione,
  • tiroide ingrossata,
  • crampi e formicolio (parastesia),
  • perdita di capelli,
  • lingua e labbra gonfie (mixedema e macroglossia),
  • voce rauca.

Esami alla tiroide

Le donne in gravidanza devono stare molto attente alla tiroide perchè i sintomi più comuni sono in molti casi sovrapponibili ai comuni disagi che possiamo sperimentare quando siamo in attesa di un figlio. Tachicardia, cute calda e umida, intolleranza al caldo e al freddo, vomito, perdita di peso o aumento di peso ingiustificato, astenia, ansia e irritabilità.

Il primo passo consiste nel sottoporsi a visita medica. Dopo aver esaminato la ghiandola, il medico ci prescriverà delle analisi del sangue per valutare i valori di TSH e la concentrazione di ormoni tiroidei (T3 e T4).

Gli esami specifici comprendono l’ecografia che misura  le dimensioni e la struttura di eventuali noduli alla tiroide e la scintigrafia, che si effettua con iodio radioattivo per endovena e che riesce a mostrare se si tratta di noduli maligni o benigni.

Per un esame ancora più approfondito, invece, dovremo sottoporci a biopsia: si preleva una piccola porzione di nodulo per esaminarla in laboratorio e capire se può rappresentare un rischio per la nostra salute e per quella del bambino.

 Tiroide in gravidanza: come curare i disturbi più comuni

La terapia in gravidanza è fondamentalmente medica, raramente si decide per l’operazione chirurgica. Sia in caso di ipertiroidismo che di ipotiroidismo i farmaci disponibili sono efficaci e permettono, in genere, di tenere la malattia sotto controllo.

In caso di ipertiroidismo i farmaci più utilizzati sono i cosiddetti anti-tiroidei, cioè delle molecole che riducono la funzionalità della ghiandola e quindi i livelli dei suoi ormoni circolanti, senza interferire con lo sviluppo regolare del feto. Per chi soffre di ipotiroidismo invece la cura è a base di  levotiroxina (L-T4).

In entrambi i casi la terapia ormonale deve essere stabilita dal medico e valutata in base al caso specifico.