Prime pappe: cosa fare se non vogliono mangiare

L’inappetenza dei bambini è una delle principali cause di preoccupazione. L’importante è che il bimbo cresca adeguatamente ed in salute, a prescindere dalle quantità di cibo.

Pubblicato da Cinzia Iannaccio Giovedì 16 settembre 2010

Sfido chiunque a dire in contrario: quando un bambino è sano, l’ansia più grande di una mamma è il suo scarso appetito. E per dirla tutta è anche l’incubo maggiore delle nonne! Ma allora cosa fare? Come capire l’inappetenza di un bambino è fisiologica o no? Come regolasi per la giusta nutrizione? Insistere o sorvolare? La regola prima è capire se con il poco che assumono, i vostri figli crescono egualmente bene. Questo lo vedrete ad “occhio”, ma fidatevi solo delle misurazioni e dei controlli del pediatra. Già dalla nascita i bambini possono succhiare poco o molto: alcuni crescono normalmente, altri in modo esagerato pur succhiando poco, ed altri ancora il contrario.

L’importante è che si rimanga sempre nei limiti stabiliti della crescita. Certi neonati sono effettivamente pigroni e non vogliono sforzarsi a succhiare dal seno, quindi si adeguano. Anche il periodo dello svezzamento può essere critico, con il cambio del gusto.

Il primo anno di vita rappresenta poi l’autonomia ed il cibo diventa secondario per il bambino, creando ulteriori preoccupazioni. Da subito, occorre non assecondare i capricci.

E’ importante creare l’ambiente: mettete vostro figlio a tavola con voi (spenta la tv e lontano da giochi che lo distraggono). Con la dovuta tranquillità iniziate a parlargli, ad intrattenerlo, a catturare la sua attenzione per spostarla poi sul piatto colorato che avrete preparato per lui.

Fategli vivere il momento del pasto come un gioco e non come un obbligo. Non insistete se non vuole mangiare. A meno che non ci siano seri problemi di crescita, ricordate che la fame prima o poi arriverà e a quel punto non dovrete insistere.

Assecondatelo nel gusto, ma non cucinate mai un nuovo cibo se rifiuta il primo che gli avete preparato: capirà che siete ai suoi piedi!

E ricordate che ciò che gli trasmettete sull’alimentazione in questo periodo creerà le basi per il suo rapporto con il cibo nel futuro. La sua dieta dovrà essere dunque varia, equilibrata nei pesi e soprattutto non deve diventare un reciproco incubo!