Prepariamoci alla Pasqua con le poesie e le immagini più dolci [FOTO]

Anche se è appena iniziata la primavera, non manca troppo alla Pasqua, infatti si celebrerà domenica 8 aprile e il 9 sarà il giorno di Pasquetta. Ecco qualche poesia e filastrocca.

Pubblicato da Paola Perria Giovedì 22 marzo 2012

La primavera è appena cominciata, che già ci proiettiamo verso la Pasqua, che in questo 2012 cadrà nel giorno di domenica 8 aprile, e conseguentemente il 9 festeggeremo il lunedì dell’Angelo. Un momento dell’anno sempre molto atteso e amato da grandi e piccini, per tutte le belle e buone cose che si possono fare in questi giorni di vacanza. Naturalmente per i bambini il primo pensiero corre all’uovo di cioccolato, vera golosità che racchiude una (si spera) gradita sorpresa. Ma sono anche le tante attività all’aria aperta che si possono organizzare, tempo permettendo, a far assumere alle festività pasquali sempre quella particolare connotazione gioiosa e giocosa.

Le gite e i picnic di Pasquetta costituiscono momenti topici nella vita delle famiglie italiane, occasioni per uscire e riscoprire luoghi a noi vicini, magari sotto una nuova luce. Per cominciare ad immergerci nel clima pasquale, anche se, ufficialmente, siamo in piena Quaresima, niente di meglio che rileggerci qualche bella e dolce poesia, o qualche allegra filastrocca, dedicata ai simboli di questa importantissima Festa religiosa che si celebra in tutto il mondo cristiano. E giusto per iniziare anche a goderci il tepore della primavera e progettare le gite che faremo nei giorni festivi, ecco anche tante belle e tenere immagini, perfette per proiettarci già nella natura in pieno rigoglio di aprile, tra uova colorate e decorate, coniglietti pasquali e dolcezze di cioccolato.

Filastrocche di Pasqua

Nell’uovo di Pasqua
Nell’uovo di Pasqua che mai ci sarà?
C’è forse nascosta la felicità?
Apritelo piano se no, la per là,
la dolce sorpresa scappare potrà.

Filastrocca abruzzese
Pasqua dolce, Pasqua santa,
tu che sai di primavera,
non lo senti? E’ il cuor che canta,
ti rivolge una preghiera:
tanta gioia e prosperità
a chi ha fede e crederà.

E’ Pasqua

Alla Pasqua
Dell’anno passato
Un palloncino
Mi era scappato.
Mi era scappato
Nell’alto del cielo,
Io lo guardavo
E piangevo piangevo.
Anche quest’anno
Un pallone è volato
Ma io ho riso
Felice e beato.
Il palloncino
E’ andato lassù
Ma io quest’anno
Non piango più.
(Roberto Piumini)

Il pulcino marziano
Ho visto, a Pasqua, sbarcare
dall’uovo di cioccolato
un pulcino marziano.
Di certo il comandante
di quell’uovo volante
di zucchero e cacao
con la zampa ha fatto ciao.
E il gatto, per la sorpresa,
non ha detto neanche: “Miao”.
(Gianni Rodari)

Dall’uovo di Pasqua
Dall’uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: “Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio.”
E volteggiando
di qua e di là,
attraversando
paesi e città,
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
Viva la pace,
abbasso la guerra.
(Gianni Rodari)

Poesie di Pasqua

Pasqua
A festoni la grigia parietaria
come una bimba gracile s’affaccia
ai muri della casa centenaria.
Il ciel di pioggia è tutto una minaccia
sul bosco triste, ché lo intrica il rovo
spietatamente, con tenaci braccia.
Quand’ecco dai pollai sereno e nuovo
il richiamo di Pasqua empie la terra
con l’antica pia favola dell’ovo.
(Guido Gozzano)

Pasqua d’altri tempi
Tu pensi ai tempi andati
quand’eri ancor bambina
e il cuoricino tuo s’emozionava
per una tavola imbandita
con uova colorate fatte
da mamma tua,
con fior di primavera
con dolci e cioccolata.
Per l’aria odor di fiori
e suoni di campane,
un senso d’allegrezza
tutta ti dominava
ma tu sei sempre quella
ed io così ti vedo
e voglio darti ancora
con questo uovo di Pasqua
insieme a quel ricordo
tutta la gioia piena
d’averti ritrovata.
(Antonino Zambotti)

Gesù
E Gesù rivedeva, oltre il Giordano,
campagne sotto il mietitor rimorte,
il suo giorno non molto era lontano.
E stettero le donne in sulle porte
delle case, dicendo: Ave, Profeta!
Egli pensava al giorno di sua morte.
Egli si assise, all’ombra d’una meta
di grano, e disse: Se non è chi celi
sotterra il seme, non sarà chi mieta.
Egli parlava di granai ne’ Cieli:
e voi, fanciulli, intorno lui correste
con nelle teste brune aridi steli.
Egli stringeva al seno quelle teste
brune; e Cefa parlò: Se costì siedi,
temo per l’inconsutile tua veste;
Egli abbracciava i suoi piccoli eredi:
-Il figlio Giuda bisbigliò veloce-
d’un ladro, o Rabbi, t’è costì tra ‘piedi:
Barabba ha nome il padre suo, che in croce
morirà.- Ma il Profeta, alzando gli occhi
-No-, mormorò con l’ombra nella voce,
e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi.

E’ Pasqua
Se non ti senti di scalare il Sinai od altri Olimpi,
cerca di salire su un’umile scala di tre gradini
e sosta, se vuoi, dove il tuo cuore trova Pace.
Nel primo gradino c’è scritto: “Non fare del male.”
Nel secondo: “Fa’ del bene.”
Nell’ultimo: “Ama.”