Poesie per bambini: arriva l’estate!

Ecco le poesie più belle per i bambini e per celebrare l’arrivo dell’estate. I bambini in questo periodo possono finalmente godersi il gioco e i momenti rilassanti con la famiglia.

Pubblicato da Francesca Bottini Lunedì 6 giugno 2011

Poesie per bambini: arriva l’estate!

L’estate sta per arrivare e questa è una delle stagioni più amate in assoluto dai bambini. Finalmente possono salutare la scuola e semplicemente dedicarsi a giocare in spiaggia o a casa, senza ovviamente dimenticarsi di fare i compiti! Oggi vi vogliamo proporre le più belle poesie dedicate a questa stagione dell’anno, ricca di eventi bellissimi e che i bambini ricorderanno tutta la vita. Un periodo caldo gioioso, da passare con mamma e papà, tra camminate in montagna e nuotate e giochi al mare! Ecco le più belle poesie per i vostri piccoli!

Tempo d’estate
Un tuffo nel cielo d’estate.
L’uccello ritrova la gioia perduta
tra i campi pieni di sole
e di chicchi di grano maturo.
Il bimbo
ora pensa a giocare.
E’ tempo di correre al mare.

Si miete – Renzo Pezzani
Ricordi quel grano nel solco,
quel giorno, piccino cosi,
caduto di mano al bifolco
(che inverno!) e di gel non morì?
Ricordi quel piccolo stelo
d’un verde lucente, che in campo
tremava d’un tuono, d’un lampo,
fidando soltanto nel cielo?
Ricordi la spiga ancor molle,
piegata sul campo cresciuto?
Il giorno, bambino, è venuto
che l’uomo la tolga alle zolle.
Di giugno si miete. Ciascuno
raccolga nel campo, perché
un poco più bianco o più bruno,
ciascuno abbia un pane per sé.

Estate chiara e ardente – Nikolay Aseev
Delle quattro stagioni dell’anno
l’estate è la più chiara e la più
ardente, fa maturare i frutti
e sparge risa e luce.
Com’è bello, discendendo al fiume,
fermarsi sopra l’acqua,
per ascoltare in lontananza il cuculo,
per vedere la giovane luna.

Estate – Marino Moretti
Il contadin che tanto ha faticato
guarda il grano che indora.
Già si coglie la ciliegia che il sole
ha maturato.
Strillano le cicale tra le foglie,
giocano i bimbi dopo aver studiato.
Chi bene seminò ora raccogle
dice il capoccia, e già pronto
al lavoro
pensa a mietere le belle spighe d’oro.