Filastrocche per bambini sulle stagioni

Scopriamo le più belle poesie e le filastrocche per imparare le stagioni e per aiutare i vostri bambini a memorizzare i periodi dell’anno in modo facile e divertente

Pubblicato da Francesca Bottini Giovedì 2 giugno 2011

Filastrocche per bambini sulle stagioni
Foto di Green Jo / Shutterstock.com

Le poesie e le filastrocche sulle stagioni, per bambini, sono davvero perfette per insegnare loro moltissime cose e aiutarli ad imparare (senza troppa fatica ma soprattutto divertendosi) tutto quello che c’è da sapere sui diversi periodi dell’anno. Impareranno a distinguere autunno, inverno, primavera ed estate e saranno in grado di ricordare anche la loro successione, apprezzando ogni stagione per tutte le cose belle che può offrire. Il mare in estate, i campi verdi in primavera, le castagne e le foglie colorate in autunno e la fresca neve in inverno. Ma non fermatevi qui: se vi piacciono le canzoni per bambini in rima consultate il nostro elenco completo con le più belle filastrocche di sempre.
Ora torniamo alle stagioni, e alle poesie e filastrocche più simpatiche ed educative da recitare insieme ai nostri piccoli.

Le stagioni / versione 1

Luce, tepore e fiori,
profumi e buoni odori,
pioggerella leggera:
è questa primavera!

Caldo, biade mature,
rischio di scottature
e pozze disseccate:
“Son io! Son l’estate!”

Grappoli d’oro ai tralci,
ruggine sulle falci,
foglie gialle in danza:
l’autunno rapido avanza.

Ventaccio, neve e gelo,
imbronciato e grigio il cielo;
tutto di neve è ammantato:
l’inverno è ormai arrivato!

Le stagioni / versione 2

Sono quattro come i moschettieri
le stagioni scacciapensieri.

É fatta di fiori e frutti profumati,
è la più sincera,
il suo nome è primavera.

È esuberante e piena di belle giornate:
è l’estate,
con il sole che scotta
e il mare che borbotta.

Tra i banchi di scuola come un alunno,
a settembre torna l’autunno.
E l’inverno come un nonnetto,
ci manda tutti presto a letto.

Fa buio, fa freddo, ma c’è la neve,
e questo lo rende una stagione lieve.
Sono quattro come le pareti della mia stanza,
le stagioni vestite d’organza.

E la più bella sai qual è?
Quella che sceglierò insieme a te!

Le stagioni / versione 3

La primavera è una stagione fiorita,
cantano i bimbi agitando le dita.
L’estate ci dona frutti saporiti,
porta il caldo e divertimenti graditi.
L’autunno le foglie fa cadere
e tra gli alberi spogli tutto si può vedere.
L’inverno è freddo e bianco di neve
cappotti e guanti metter si deve.

Le stagioni, di R. Piumini

Prima viene Primavera
con i fiori sulla pianta,
poi Estate calda e chiara
quando la cicala canta,
poi Autunno bruno e quieto
con castagne e foglie rosse,
poi Inverno infreddolito
con starnuti, gelo e tosse.

Le stagioni, i mesi, le settimane, i giorni, di Gioia Vanni

Ebbe la primavera coi bei fiori.
Ebbe l’estate con i suoi colori.
Ebbe l’autunno coi grappoli d’oro.
Ebbe l’inverno, con il suo lavoro
di trine e di merletti: erano i bianchi
ghiaccioli e neve, a fiocchi lenti e stanchi.

Fu un anno come gli altri, coi suoi mesi,
con le stagioni e con le settimane:
una fila di giorni che rimane
nel ricordo di chi li ha bene spesi.

I doni, di Angelo Silvio Novaro

Primavera vien danzando,
vien danzando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?

Ghirlandette di farfalle,
campanelle di vilucchi,
quali azzurre, quali gialli;
e poi rose, a fasci e a mucchi.

E l’estate vien cantando,
vien cantando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?

Un cestel di bionde pesche
vellutate, appena tocche,
e ciliegie lustre e fresche,
ben divise a mazzi e a ciocche.

Vien l’autunno sospirando,
sospirando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?

Qualche bacca porporina,
nidi vuoti, rame spoglie,
e tre gocciole di brina,
e un pugnel di morte foglie.

E l’inverno vien tremando,
vien tremando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?

Un fastel d’aridi ciocchi,
un fringuello irrigidito;
e poi neve, neve a fiocchi
e ghiacciuoli grossi un dito.

La tua mamma vien ridendo.
vien ridendo alla tua porta,
sai tu dirmi che ti porta?

Il suo vivo e rosso cuore,
e lo colloca ai tuoi piedi,
con in mezzo, ritto, un fiore:
Ma tu dormi e non lo vedi…

Filastrocca delle stagioni

Arriva, arriva la primavera,
col sole che splende da mattina a sera.

Poi è la volta dell’estate,
sotto l’ombrellone quante risate.

Segue subito l’autunno,
e a scuola torna l’alunno.

Per finire inizia l’inverno,
così lungo che sembra eterno!

La filastrocca sulle stagioni, di Claudio Cutolo


Se il sole è sparito e non sta più nel cielo,
se mi giro intorno e c’è un freddo gelo,
se meglio star dentro che fuori all’esterno
o sono nel frigo o è arrivato l’inverno.

Se invece lassù splende un bel sole,
e su ogni albero spunta un bel fiore,
se vedi una foglia che prima non c’era,
o sei in una serra o è primavera.

Se fa molto caldo e ti vesti leggero,
e vedere la pioggia è un evento assai raro,
se con un gelato trascorri le serate,
o sei un po’ matto o è arrivata l’estate.

E se per la strada calpesti le foglie,
e pioggia battente il terreno scioglie,
e verso la scuola passeggia ogni alunno,
questa filastrocca finisce in autunno!

Aggiornamento a cura di: Redazione Pour Femme