Perdite da impianto: come sono, quando compaiono e quanto durano

Le perdite da impianto preannunciano spesso l'annidamento dell'ovulo all'interno dell'utero attraverso perdite di sangue, molto spesso confondibili con lo spotting premestruale. Vediamo insieme quanto durano le perdite da impianto, come sono e in quali casi si manifestano.

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    Perdite da impianto: come sono, quando compaiono e quanto durano

    Le perdite da impianto, conosciute anche come perdite di annidamento, consistono in piccole perdite di sangue che si verificano quasi sempre in corrispondenza del ciclo mestruale e che dipendono dal processo di impianto dell’ovulo nell’utero. Dopo la fecondazione, infatti, l’ovulo si divide per formare delle nuove cellule che daranno forma e vita all’embrione. Dopo essersi formato, l’embrione si sposta dalle tube verso l’utero, dove si annida e dove resterà per tutto il tempo della gravidanza. Più precisamente, andrà ad assestarsi nell’endometrio, la mucosa che ricopre la parte interna dell’utero, dove avverrà lo sviluppo della placenta e del sacco amniotico. Lo spotting, altro termine per indicare queste perdite di sangue, dipende dal fatto che, durante questo delicato processo, è possibile che alcuni vasi capillari dell’endometrio si rompano, provocando così un piccolo sanguinamento. In altri casi potrebbe trattarsi di sangue delle mestruazioni precedenti rimasto nella cavità uterina. Alcune volte le perdite possono essere attribuite a traumi non gravi del collo dell’utero, che comunque non devono allarmare.

    Come sono le perdite da impianto?

    Le perdite da impianto si presentano come piccoli sanguinamenti sotto forma di spotting, piccole macchie di sangue di colore chiaro, rosa o marroncino. Proprio per la tempistica e per come si presentano, capita molto spesso che vengano confuse con le mestruazioni. In realtà, con il passare dei giorni, le perdite diventano rosa o comunque sempre più scarse e chiare, segno evidente che non si tratta dell’inizio di un ciclo mestruale. Oltre a questo ci sono alcuni primi sintomi della gravidanza che sono facilmente confondibili con i dolori mestruali ma che in effetti non lo sono, ovvero nausea, dolori alla schiena, seno gonfio e senso di fame. Quindi, se in seguito ad un rapporto si presentano solo questi spotting e non il ciclo, è altamente probabile che si sia instaurata una gravidanza.

    Perdite da impianto: colore e quanto durano

    Come premesso, le perdite da impianto possono essere rosate o marroni: entrambe possono indicare l’annidamento avvenuto. Esiste però una differenza: quelle scure, solitamente più acquose e dense, altro non sono di solito che sangue ‘vecchio’ di qualche ciclo mestruale appena concluso. Quelle rosate invece sono indicative di un sangue ‘fresco’, questo tipo di perdite sono più probabili una volta avvenuto l’annidamento. Quindi benché entrambi i tipi di perdite possano essere considerate il sintomo di una gravidanza, sappiate che l’allarme vero e proprio scatta soprattutto in presenta di perdite più chiare.

    Ma quanto durano le perdite da impianto? Come abbiamo già detto queste perdite sono soggettive e non è possibile stabilire una sola casistica. Indicativamente però possiamo dire che possono durare da un giorno fino a tre, quattro. Se le perdite si prolungano per tanti giorni è il caso di consultare un ginecologo!

    Sono pericolose o no

    Le perdite da impianto non sono pericolose nè per la donna nè per un’eventuale gravidanza in corso. In alcuni casi possono preoccupare perché vengono associate ad aborti spontanei ma non hanno nulla a che vedere con essi. Inoltre rispetto alle perdite da aborto sono più scarse e di colore meno acceso, senza contare che non comportano dolori pelvici.

    Quando compaiono

    Queste perdite di sangue compaiono in prossimità del ciclo mestruale: questo perché l’impianto solitamente si conclude circa 14 giorni dopo la fecondazione. Non a tutte le donne capita e non è indispensabile che ci siano: non averle non crea alcun danno al bambino, ritarda semplicemente la consapevolezza della donna di essere in stato interessante.