Parto: l’agopuntura non riduce il dolore del travaglio

Secondo studi recenti, l'agopuntura durante il parto non ha alcun effetto sulle sofferenze materne. In pratica, questa tecnica non aiuta ad alleviare il dolore delle contrazioni.

Pubblicato da Paola Perria Mercoledì 2 febbraio 2011

Parto: l’agopuntura non riduce il dolore del travaglio

Il dolore del parto è un vero spauracchio per tutte le future mamme. Certo, ci si fa una ragione, ci si ripete che come l’hanno superato le altre donne lo faremo anche noi, che non sarà poi tutto questo trauma, che l’assistenza in sala parto ha fatto passi da gigante, che con una buona tecnica respiratoria si può gestire la sofferenza delle contrazioni ecc. ecc. Però poi, un po’ di ansia rimane. Perchè è bello pensare al “dopo”, a cose fatte, quando finalmente si potrà stringere il proprio neonato e guardarlo negli occhi, il problema è il “prima” e, soprattutto, il “durante”.

E allora, ogni donna incinta fa una bella ricerca, magari in collaborazione con il proprio ginecologo, a proposito di tecniche e strumenti per alleviare le pene del parto. L’epidurale, naturalmente, è il primo metodo preso in considerazione, ma non è assicurato (ancora, ma il Ministero della Sanità si è mosso per agevolarne la diffusione) in tutte le strutture sanitarie. Anche partorire in acqua, assicura chi l’ha provato, garantisce un travaglio meno traumatico e meno doloroso sia per la madre che per il feto.

Ma anche in questo caso, ci si scontra con le manchevolezze delle nostre aziende ospedaliere, poche delle quali dispongono di strutture che forniscono questo tipo di servizio. In generale, sappiamo bene che gli ospedali italiani garantiscono un’ottima assistenza alle partorienti, però ancora manca un’adeguata a capillare attenzione alle esigenze della madre, che non sono solo di carattere medico. Ogni donna avrebbe diritto a far nascere suo figlio nel modo più sereno e naturale possibile, senza dover soffrire più del necessario, magari solo perchè la sala parto è dotata di arredi obsoleti.

Così, capita che molte donne, già in gravidanza, pensino di poter fare affidamento alle terapie alternative, almeno per attenuare il dolore delle contrazioni prima del parto vero e proprio. Entra in scena l’agopuntura. L’antica tecnica cinese, che agisce sui punti energetici del corpo, purtroppo, sappiatelo, non sortisce effetti di sorta sull’intensità della sofferenza della partoriente. Non lo dico io, naturalmente, ma ben più autorevoli fonti scientifiche, per la precisione la rivista BJOG (che si occupa appunto di ginecologia e ostetricia) che riporta i risultati di alcuni studi.

Facendo una breve ricerca sul web, ho scoperto che ci sono molti siti e anche qualche struttura sanitaria che consigliano alle future mamme di affidarsi all’agopuntura per partorire con meno sofferenza. Onestamente non so cosa suggerire, perchè può darsi che questa tecnica funga in qualche modo anche da placebo, che non è comunque male se alla fine si sente davvero meno dolore. Di sicuro, ogni donna deve informarsi bene su tutte le terapie (per carità, non affidatevi al fai da te però) insieme al proprio ginecologo, e poi decidere cosa sia meglio per lei.