Parto in casa: in Italia è scelto solo dal 2% delle donne

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    Parto in casa: in Italia è scelto solo dal 2% delle donne

    Partorire in casa. C’è sempre un fascino attorno a questo gesto, considerato il più naturale e spontaneo per dare il benvenuto al bambino. C’è anche un po’ di paura: si teme che l’assistenza non sia abbastanza tempestiva e molte mamme si sentono più a loro agio in una struttura ospedaliera. Cresce però tra le italiane il desiderio del parto tra le mura di casa. Circa due donne su cento sono, infatti, attratte dall’idea di un parto naturale, tra le mura domestiche. È una percentuale piccola, ma indica un trend che sta cambiando, una mentalità che si sta aprendo a nuove prospettive.

    Quest’immagine è stata rappresentata da Marta Campiotti, presidente dell’Associazione nazionale culturale ostetriche parto a domicilio, che racconta che il desiderio di partorire in casa il più delle volte si va a infrangere contro un muro di difficoltà: per esempio la paura che sia pericoloso per mamma e bambino.

    Ovviamente l’opzione del parto in casa deve essere per una gestante sana che sta portando a termine una gravidanza senza complicanze. Ci devono essere tre condizioni: “una selezione accurata della paziente” che può partorire in questo modo, “la presenza dell’ostetrica”, e la vicinanza con un ospedale, in caso di emergenza. È meglio che l’ospedale non stia a più di 30 minuti.

    Ma perché dare alla luce un figlio in casa è più bello e intimo? Secondo l’ostetrica si tratta di un modo più naturale di vivere il parto, che avviene in modo spontaneo. Per quanto riguarda i costi, però, c’è un problema. Attualmente sono ancora poche le Regioni del Belpaese che lo rimborsano: Piemonte, Emilia Romagna, Marche e le province di Trento e Trieste sono le uniche.