Parto, come scegliere l’ospedale

Bisogna scegliere con cura l'spedale in cui partorire tenendo in considerazioni tanti apsetti diversi: la vicinanza, se è pubblico o privato, se c'è un'assistenza particolae. Per esempio la presenza di un neonatologo, di una sala parto per il parto in acqua

Pubblicato da Valentina Morosini Martedì 23 giugno 2009

Scegliere l’ospedale per mettere al mondo il proprio bambino ha tanti significati: vuol dire scegliere il tipo di assistenza, il tipo di parto e magari la comodità. Ci sono numerose cose che vanno tenute a mente prima di decidere. Vediamo insieme quali sono e se riesco a esservi utile in questa decisione.
Innanzitutto dovete capire se v’interessa una struttura pubblica o privata. Ovviamente i costi sono diversi, ma non solo. I grandi ospedali sono più attrezzati, soprattutto se sapete già che il piccolo avrà bisogno di terapie particolari. Le cliniche private, più piccole, favoriscono i rapporti umani: i medici hanno più tempo da dedicare in termini di rapporto ed è più facile che vi sia praticato il cesareo.

Poi dovete porvi alcune domande: lo preferite vicino a casa perché sarà più facile da raggiungere o avete deciso di partorire non nella città di residenza? Se sì, la struttura che avete selezionato è funzionale, ovvero è dotato di tutto ciò che crediate sia necessario?
Scegliete una struttura pubblica, ma volete dormire in camere singole. Non sempre (anzi dire mai) è possibile, dovete quindi capire se esiste una zona solventi (a pagamento). C’è un neonatologo a disposizione dell’ospedale per una prima visita ed è dotato, in caso di emergenza, c’è un reparto di rianimazione neonatale.

Poi dovete capire che tipo di parto v’interessa: come abbiamo già detto i cesarei sono più facili nelle cliniche, mentre per il parto in acqua dovete scegliere delle strutture con una specifica sala parto e chiedere al momento del ricovero la disponibilità della vasca. Inoltre, è meglio informarsi se nell’ospedale prescelto potete decidere di assumere la posizione più comoda per partorire o siete obbligate a stare supine. Ovviamente, solo se non dovessero esserci complicazioni.