Parto cesareo: nascono così 4 bambini su 10

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    Parto cesareo: nascono così 4 bambini su 10

    I parti sono nel mirino in questo particolare momento sociale. Qualcuno sostiene che in Italia non sia sicuro, che ci siano stati troppi sbagli, altri invece parlano dell’eccellenza della medicina del nostro paese e di come le persone partono del presupposto che il medico non possa essere fallibile. Purtroppo gli errori capitano a tutti. Una cosa è sicura i parti cesari sono troppi e non scendono. Il numero di tagli cesarei in Italia è salito ancora nel 2009 rispetto agli anni precedenti, sia pur di pochi punti. Siamo a quota 38,43% dei parti complessivi (erano il 38,32% nel 2008). E i motivi forse dobbiamo proprio cercali in quest’ ansia da errore.

    L’aumento è avvenuto quasi ovunque, anche se le Regioni del Sud restano comunque oltre la media nazionale. Una mosca bianca è la provincia di Trento che, ha ridotto dell’1,4%. La Campania, invece, ha assorbito questo scarto per passare dal 61 al 62%.

    Un altro fattore che va tenuto in considerazione è la struttura. La frequenza maggiore di cesarei avviene proprio nelle cliniche private e in quelle che mantengono i parti sotto i 500 l’anno, tetto che avrebbe dovuto determinare la chiusura da parte delle Regioni di questi centri, più rischiosi per mamma e bambino.

    Ora si punta il dito contro i medici e le analisi di queste statistiche portano a pensare (non da noi di Pour Femme) che tutto dipenda dall’inesperienza e dalla mancanza di addestramento dei medici a gestire il parto naturale. La verità è che il cesareo è una tecnica difensiva: ovvero in caso di contestazione, che può anche portare alla denuncia, l’utilizzo del bisturi previene ricorsi legali. E in un Paese dove le denunce piovono copiose dal cielo, anche quando inutili, questo è il risultato: maggiore spesa pubblica e una tutela minore della salute della donna.