Parto cesareo: in Italia sono troppi, hanno raggiunto il 39%

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    Si riaccende la polemica sui parti cesarei. L’Italia già da tempo ha registrato un incremento di questo intervento, ma secondo gli ultimi dati forniti da O.N.Da, le nascite avvenute tramite cesareo ormai toccano il 39%, il tasso più alto registrato in Europa, che si contrappone tra l’altro al 15% raccomandato dal 1985 dall’Organizzazione mondiale della Sanita’ e al 20% chiesto dal ministero della Salute. Ma perché questa prassi, che dovrebbe rappresentare l’eccezione, è così diffusa? Voi , future mamme,preferite il parto naturale o il cesareo?

    Ricordiamo che il cesareo è comunque un intervento chirurgico con un rischio di morte per la donna 2,84 volte maggiore rispetto a un parto vaginale (dati dell’United Kingdom Confidential Enquiry). Le regioni del Sud, in particolare, sono quelle che vi fanno ricorso come routine: Campania (60,5%, 78% considerando le sole strutture private), Sicilia (52,4%), Molise (48,9%) e Puglia (47,7%). Al Nord la situazione migliora a partire da Friuli, Toscana e Lombardia, attestandosi tra il 24% e il 28%, con Bolzano virtuosa (20%).

    “Le mamme vanno educate e sensibilizzate durante la gravidanza sul valore del parto naturale e sui rischi e le controindicazioni del cesareo. I dati ci dicono che troppo spesso non e’ così”, – spiega Simonetta Matone, capo di Gabinetto del ministero delle Pari Opportunità.

    “I ginecologi – spiega Giorgio Vittori, presidente della Societa’ italiana di Ginecologia e Ostetricia – sono un ‘ponte’ tra evidenza scientifica e pratica clinica. L’organizzazione federale regionale della Sanita’ costituisce una sfida per la creazione di politiche nazionali dedicate alla diminuzione del taglio cesareo senza la possibilita’ di incidere sul contesto locale”.