Parto cesareo: aumento preoccupante in Italia

Il parto cesareo è una pratica sempre troppo diffusa in Italia: il suo livello sta raggiungendo cifre preoccupanti.

Pubblicato da Camilla Buffoli Venerdì 28 marzo 2014

Parto cesareo: aumento preoccupante in Italia

Aumento preoccupante del parto cesareo in Italia. Non una novità, ma una realtà che, numeri e percentuali alla mano, porta a farsi una domanda: le italiane non sanno più partorire? Non proprio, ma secondo le linee guida del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità “il parto cesareo in Italia ha raggiunto livelli allarmanti”.

Il tasso dei cesarei nelle strutture sanitarie del Bel Paese si aggira intorno al 38,4%. Nettamente il più alto in Europa, dove, infatti, l’Italia si aggiudica già da qualche anno il record, ma non solo. La percentuale di parti cesarei italiani è anche tra le più alte del mondo: la terza dopo Brasile e Messico.

Troppi parti cesarei e troppe ombre su una realtà dai contorni decisamente poco chiari. Quello che è chiaro è che la differenza tra strutture sanitarie pubbliche e private è netta. Qualche dato relativo all’anno 2009 è tristemente esemplificativo: se nel pubblico si partorisce con il taglio cesareo nel 35% dei casi, nel privato accreditato la percentuale sale al 60% e nel privato non accreditato si tocca quota 61,5%.

Senza voglia di facili polemiche, qualche dato è chiaro e incontrovertibile e, sicuramente induce, anche i benpensanti a non pensare molto bene. Il parto cesareo è più remunerativo di un parto naturale e programmando il primo la struttura sanitaria si accolla spese potenzialmente minori, sia in termini di tempo sia di personale. Nelle regioni dove la concentrazione di strutture sanitarie private è molto elevata anche il tasso di parti cesarei segue lo stesso trend al rialzo: a Bolzano il parto cesareo si effettua nel 23% dei casi, mentre in Campania nel 62%.

QUALCHE INFORMAZIONE SUL PARTO CESAREO E SU QUELLO NATURALE