Obesità infantile, un cartone animato proverà a combatterla

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    Obesità infantile, un cartone animato proverà a combatterla

    L’obesità infantile è ormai emergenza sociale nei paesi più industrializzati, in Italia, poi, deteniamo il non lusinghiero primato di bimbi più grassi d’Europa. L’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) si è spesso occupata del problema, diffondendone numeri e statistiche allarmanti, ponendo sotto accusa le cattive abitudini alimentari e gli stili di vita errati che incidono in modo significativo sul fenomento. Ad essere soprattutto valutati come comportamenti dannosi, sono l’abuso del cosiddetto “junk food” – ovvero il cibo spazzatura, pieno di grassi nascosti, conservanti e coloranti – e le troppe ore oziose che i minori trascorrono davanti allo schermo televisivo o del computer.

    Per arginare questo dilagante problema di ordine sanitario (perchè è ormai appurato che l‘obesità infantile è uno dei fattori di rischio per lo sviluppo di malattie dell’apparato cardiocircolatorio in età adulta), l’Unione Europea ha deciso di intervenire su più fronti. Uno di questi è la produzione e la messa in onda di un cartone animato molto speciale, rivolto espressamente al pubblico dei bambini per invitarli, in modo semplice, diretto e accattivante, a seguire norme comportamentali più sane. S’intitola My Friend Boo, una miniserie presto in onda in 18 Paesi (per quanto riguarda l’Italia ancora non si sa, ma vi terremo aggiornati), presentata di recente a Bruxelles in occasione del 20° incontro dell’Ecog (Gruppo europeo dell’Obesità Infantile), formato da 200 esperti.

    Si tratta di una storia che vede protagonisti tre bambini – Ben, Jaq e Lucy – e soprattutto il Boo del titolo, il loro cane magico e saggio. Negli episodi dedicati al tema dell’alimentazione, ai bimbi verrà insegnata l’importanza della prima colazione e di una merenda sana, oltre al valore dello sport e dell’attività fisica all’aria aperta. Alla serie ha partecipato l’Italia in prima linea, grazie alla produzione di Luigi Petito, direttore amministrativo di Business Solutions Europa, con la collaborazione scientifica dell’Ospedale Gaslini di Genova e dell’Università di Napoli.

    Il cartone animato è stato “testato” da 500 bambini in diversi Paesi europei, 100 quelli italiani che hanno avuto il privilegio di visionarlo in anteprima, esprimendo un giudizio. E’ stato proprio grazie al suggerimento dei piccoli spettatori che si è deciso di inserire il cane, da sempre animale prediletto dai bimbi. “Per noi si tratta di un cosiddetto pilota - ha spiegato Potito – ovvero un concetto che si potrà in seguito applicare a qualsiasi altro tema, anche difficile, per portarlo ai bambini in termini semplici ma efficaci”. Non ci resta che attendere che My Friend Boo venga trasmesso anche in Italia.