Obesità infantile: può dipendere da carenza di vitamina D

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    Obesità infantile: può dipendere da carenza di vitamina D

    Torniamo a parlare di obesità infantile e di come poterla contrastare. Sappiamo che si tratta di un problema sociale e sanitario che coinvolge (in percentuali un po’ diverse) tutti i paesi più ricchi del pianeta, inclusa l’Italia. Ma sappiamo anche che, purtroppo, il fenomeno interessa maggiormente le fasce economicamente svantaggiate, ovvero quei nuclei familiari che per potersi nutrire a poco prezzo, sono spesso costretti a consumare junk food-cibo spazzatura, perchè gli alimenti più sani (pesce, verdure e frutta fresca, olio extravergine d’oliva ecc.) sono eccessivamente costosi per le loro tasche.

    Tuttavia, soprattutto per quanto riguarda l’età infantile, non è solo il vil danaro ad incidere, ma anche un insano stile di vita, troppo sedentario, la pessima influenza dei messaggi pubblicitari e l’esempio dei coetanei. Oggi però vi voglio segnalare una notizia che apre ad altre ipotesi relative alle cause dell’obesità nei bambini, non legate all’alimentazione. Pare che una carenza di vitamina D favorisca l’accumulo di grasso superfluo soprattutto nella zona addominale del minore, con particolare incidenza sul sesso maschile. Una affermazione che proviene dai ricercatori dell’Università del Michigan (USA), a seguito di uno studio pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition.

    L’indagine, coordinata dal dott. Eduardo Villamor ha coinvolto 479 bambini di colombiani (tutto il continente americano, come sappiamo, ha un livello di diffusione dell’obesità altissimo), in particolare provenienti da Bogotà, di età comprese tra i 5 e i 12 anni. E’ stato osservata una correlazione significativa tra carenza di vitamina D (fondamentale per fissare il calcio nelle ossa e per il metabolismo intestinale) e accumulo di grasso sottocutaneo nella zona del girovita. Inoltre, a questa mancanza è stata associata, nelle femminucce, un ritardo della crescita in altezza.

    La vitamina D è contenuta in alcuni alimenti come l’olio di fegato di merluzzo, il salmone, il fegato di vitello, ma l’essere umano la assorbe direttamente dalla luce solare. Si dice infatti che i bimbi nell’età dello sviluppo dovrebbero stare molto all’aria aperta, soprattutto nella bella stagione – al mare, ad esempio – per assorbire quanta più vitamina D possibile. Non è chiaro, dalla ricerca, come sia possibile ovviare a questa carenza, se non, eventualmente, modificando le abitudini di vita. Comunque sia, che questa correlazione tra obesità infantile e carenza di vitamina D sia ulteriormente accertata o meno, un po’ più di giochi all’aria aperta durante l’infanzia e l’adolescenza, e un po’ meno tv e videogiochi non possono che fare bene, in tutti i sensi!