Obesità infantile: dalla misura del polso si possono prevedere infarti e ictus

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    Obesità infantile: dalla misura del polso si possono prevedere infarti e ictus

    L’obesità infantile è un fenomeno che sta interessando in misura crescente e preoccupante il nostro Paese. Di recente sono state rese note le statistiche e le percentuali più aggiornate circa il numero di piccoli italiani sovrappeso o obesi, con risultati tali da porci al top della classifica europea di diffusione del problema. Il fatto preoccupante, infatti, non è certo di natura estetica, ma sanitaria, perché avere un abnorme accumulo di grassi nel corpo fin dall’infanzia, predispone l’individuo, una volta cresciuto, a sviluppare patologie molto pericolose come il diabete e le malattie dell’apparato cardiocircolatorio.

    Ecco perché prevenire, finché si è in tempo, è così importante. E proprio per poter individuare precocemente quei soggetti che saranno più a rischio di incorrere in infarti e ictus, una ricerca italiana ha messo a punto un esame semplicissimo e molto preciso che si basa sulla misurazione della circonferenza dell’osso del polso.

    Tale misura, infatti sarebbe espressione dell’insulino-resistenza, un valore che può “predire” la predisposizione alle malattie cardiovascolari già durante l’infanzia. L’insulina in questi soggetti sarebbe meno efficace nel metabolismo degli zuccheri, condizione che apre le porte allo sviluppo di patologie cardiache in età adulta e proprio lo spessore osseo, misurato tramite risonanza magnetica, sarebbe spia di questo deficit.

    “Abbiamo trovato una stretta correlazione fra la circonferenza del polso, la componente ossea e l’insulino resistenza nei bambini over size. Abbiamo scoperto così un nuovo marker clinico di insulino-resistenza, molto semplice da misurare, che dipende dal tessuto osseo e non da quello adiposo”, spiega Raffaella Buzzetti, diabetologa dell’Università La Sapienza e coordinatrice della ricerca.

    Fino ad ora, infatti, per verificare eventuali rischi di incorrere in malattie cardiocircolatorie ci si basava sul Bmi, ovvero l’indice di massa corporea, ma l’esame del polso pare essere molto più indicativo. Per giungere a tali risultati, pubblicati poi sulla rivista Journal of the American Heart Association, i ricercatori romani hanno sottoposto a test specifici 477 bambini e adolescenti sovrappeso e obesi, in età comprese tra i 10 e i 12 anni giungendo alla dimostrazione di cui sopra.