Nono mese di gravidanza, cosa succede?

Arrivate al nono mese di gravidanza è arrivato il momento di dare il benvenuto al vostro bambino: cosa succede in quest'ultimo mese che lui sarà nel vostro pancione? Sicuramente vi sentirete stanche, ma anche felici ed eccitate all'idea di conoscerlo finalmente. Scopriamo anche a cosa prestare attenzione per riconoscere i sintomi del travaglio e del parto

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    Nono mese di gravidanza, cosa succede?

    Dalla settimana 35 + 1 giorno ha inizio il nono mese di gravidanza, l’ultimo mese, ma cosa succede adesso? Ormai manca davvero pochissimo al momento dei parto, e il vostro bambino, che presto stringerete tra le braccia, dovrebbe essersi già sistemato in posizione podalica, ossia rivolto con la testa verso il basso. Potreste sentirvi più stanche del solito e ogni minimo movimento del bambino o piccola contrazione potrebbe farvi pensare che sia proprio arrivato il momento di correre in ospedale. Scopriamo cosa dobbiamo aspettarci in queste ultime settimane che precedono il parto.

    Cosa succede al nono mese di gravidanza

    Il nono mese di gravidanza ha inizio a 35 settimane + 1 giorno e termina a 40 settimane , e in condizioni normali già dalla 38esima settimana di gravidanza ci si può aspettare di entrare in travaglio.

    In quest’ultimo periodo il bimbo, completamente maturo, distinguerà le sue gambe dalle braccia e farà fatica, per la dimensione, a girarsi nel liquido amniotico.

    Visto il poco spazio a disposizione, i movimenti fetali al nono mese potrebbero essere meno frequenti. A questo punto dovrebbe essere con la testa in basso, posizionata contro i muscoli pelvici e proprio per questo la vostra pancia diventerà più dura e bassa.

    Nel caso fosse podalico, cioè con i piedi verso il basso, potrebbe essere necessario programmare un taglio cesareo: parlatene con il vostro ginecologo di fiducia.

    I disturbi dell’ultimo mese di gravidanza

    Al nono mese di gravidanza l’utero, notevolmente aumentato di volume, preme moltissimo sulla vescica determinando una minzione frequente.

    Si verifica inoltre compressione a livello intestinale, per questo potreste avvertire sintomi come stitichezza o diarrea.

    Sono poi frequenti disturbi e dolori a livello dell’osso sacro, dolori al basso ventre simili ai dolori mestruali, acidità di stomaco, gambe gonfie, giramenti di testa e in certi casi persino nausea.

    Come abbiamo detto, al nono mese di gravidanza la pancia diventa dura e si possono avere perdite bianche assolutamente fisiologiche, ma fate attenzione a quelle rosse perché solitamente precedono l’inizio del travaglio.

    A livello emotivo potreste essere molto stressate, soffrire di insonnia e alternare eccitazione ad angoscia. A questo proposito vi consigliamo di dedicarvi ad attività rilassanti e serene, iniziando la giornata con una bella passeggiata, perché camminare al nono mese di gravidanza fa molto bene sia alla mamma che al bambino, che sarà anche sollecitato a farsi conoscere!

    Attenzione che in queste ultime settimane potrebbero manifestarsi anche le contrazioni di Braxton Hicks, i cui sintomi non vanno confusi con quelli delle vere contrazioni, che sono invece ravvicinate e dolorose.

    Cosa fare

    Dalla 36esima settimana in avanti è bene farsi visitare frequentemente dal proprio ginecologo: confrontatevi con lui, potrebbe volervi vedere una volta la settimana.

    Se non lo avete ancora fatto, correte a seguire un corso pre-parto per imparare come respirare durante il travaglio.

    Non avete ancora scelto l’ospedale dove partorirete? Ebbene, questo è decisamente il momento di muovervi in questa direzione: visitate gli ospedali vicini e le sale parto, parlate con i medici e le ostetriche e fatevi un’idea precisa.

    La futura mamma dovrebbe anche cercare si rilassarsi e riposarsi di più nell’ultimo mese di gravidanza, magari facendo qualche qualche esercizio di yoga, re-birthing e il training autogeno respiratorio.

    Cosa succede al bambino al nono mese

    Il bambino è così grande che non ha molto spazio per muoversi liberamente all’interno del sacco materno: perciò avvertirete meno movimenti ma più decisi. Sono braccia e gambe del nascituro che puntano contro il pavimento pelvico: è assolutamente normale. Se non avvertite nessun movimento per più di uno-due giorni, però, recatevi immediatamente dal medico.

    Il feto, rispetto al terzo mese, è cresciuto di ben 600 volte arrivando a pesare fino a 3-4 kg. Ha perso la classica peluria, conservandone poco solo sulla schiena e sulla fronte; ha però unghie lunghissime che dovranno essere tagliate poco dopo la nascita per evitare che si graffi.

    Iniziano anche i primi movimenti intestinali e si forma il meconio, la prima secrezione fecale del bebè.

    Il liquido amniotico si rinnova molto spesso, ogni 3 ore circa.

    I sintomi del parto

    Il nono mese di gravidanza è al termine e i sintomi del parto, ossia quelli che precedono il travaglio da riconoscere per sapere qual è il momento giusto per andare in ospedale sono:

    • Perdite bianche di liquido amniotico
    • Perdita del tappo mucoso, una perdita vaginale biancastra e molto densa
    • Mal di schiena dovuto alla discesa del bambino
    • Dolori al basso ventre perché il bambino preme nella parte bassa del ventre della mamma
    • Fatica a respirare per via della pressione del feto
    • Contrazioni intense e regolari con una distanza tra una e l’altra di 5 minuti
    • Rottura delle acque, ossia l’inizio del travaglio vero e proprio

    Come prepararsi al parto

    Il parto è ormai vicino, conviene quindi preparare tutto e tenersi pronte. Sistemate tutti gli esami, le analisi e le ecografie fatte in gravidanza in una cartelletta da consegnare agli operatori quando arriverete nella struttura sanitaria scelta, senza dimenticare il documento di identità e la tessera sanitaria.

    La valigia per l’ospedale deve avere tutto il necessario sia per la mamma che per il nuovo nato e per essere certe di cosa avrete bisogno basta richiedere la lista all’ospedale dove andrete a partorire.