Non pagano retta mensa scolastica: genitori e bimbi segnalati sul web

A Pont Saint Martin (Ao), il sito web del comune ha pubblicato i nomi delle famiglie che non pagano la retta della mensa scolastica. L'opposizione accusa: violazione della privacy.

Pubblicato da Paola Perria Giovedì 28 ottobre 2010

Non pagano retta mensa scolastica: genitori e bimbi segnalati sul web

Accade in un piccolo comune valdostano, Pont Saint Martin, ma l’iniziativa ha già suscitato un vespaio di polemiche ben oltre i confini di questo borgo di 4mila anime in provincia di Aosta. Di che si tratta? E’ presto detto: se vi prendete la briga di cliccare sul sito web ufficiale del Comune in questione, troverete, tra le tante informazioni, dati e cifre relative a Pont Saint Martin, anche un elenco di nomi di genitori e bambini colpevoli di essere in ritardo con il pagamento della retta della mensa scolastica, i primi, e di averne usufruito senza diritto, i secondi. Ebbene sì, una vera e propria segnalazione alla pubblica riprovazione per le famiglie morose.

La lista è corredata di ulteriori precisazioni: sono infatti riportati sia l’importo totale che ogni genitore deve alle casse del comune, che il periodo di tempo in cui il canone non è stato pagato. Si va da un minimo di 144,13€ a un massimo di 1.624,35€. L’amministrazione comunale difende il provvedimento, sostenendo che si è proceduto a norma di legge. “Abbiamo invitato le famiglie a chiedere l’esenzione dal pagamento – ha spiegato il sindaco Guido Yeuillaz – prevista per chi è in difficoltà economica, ma non lo hanno fatto”.

La vicenda è saltata fuori in seguito ad una interpellanza della minoranza di centro-sinistra (la maggioranza della Giunta è composta da Union Valdotaine e indipendenti) in sede di Consiglio comunale. Il problema sollevato era quello della violazione della privacy, accusa rispedita al mittente dal sindaco: “I dati inseriti su internet non sono sensibili e quindi non c’è violazione della privacy, anche se sono il primo ad ammettere che era meglio non aggiungere i nomi dei minori.

Ci tengo a precisare – ha poi concluso – che non abbiamo mai interrotto la somministrazione dei pasti ad alcun bambino anche se la retta non era stata pagata“. In realtà, non è tutto così pacifico, le ripercussioni si sono già avute, a danno dei genitori, ma soprattutto degli scolari, protagonisti loro malgrado di una simile pubblicità negativa. “Secondo noi – ha infatti commentato la consigliera di minoranza Cleta Yeuillaz – c’è una evidente volazione della privacy. La persone che non hanno pagato, tra cui alcuni immigrati stranieri, sono state messe alla berlina, con il rischio di discriminazioni all’interno di un piccolo paese come il nostro”.

Che dire? Come sempre in casi come questi, il buon senso è stato mandato a farsi benedire. Siamo tutti d’accordo che la retta della mensa scolastica vada pagata e che chi si ritrovi in stato di morosità debba provvedere quanto prima, magari facendosi aiutare, perchè l’alimentazione dei propri figli viene senza dubbio prima di molte altre spese, magari “voluttuarie”. Sospettiamo che, spesso, la “sbadataggine” di alcuni genitori – non ricordarsi della scadenza del canone non è certo una scusa plausibile – sia un modo antipatico per marciare, diciamo così, a spese della pubblica amministrazione.

Ma anche ci fosse davvero qualche famiglia in torto, tra quelle segnalate nella “lista nera” del sito del comune, possibile che la prima misura che sia venuta in mente sia stata quella di spiattellarne i nomi con tanto di cifre al centesimo? E i bimbi? Che colpa ne hanno se i genitori non possono pagare la retta e fanno finta di nulla, magari perchè sperano sempre di riuscire a saldare prima o poi? Voi, cari lettori, che ne pensate?