Neonati: il 16% delle nascite in Italia arriva da mamme straniere

Il 16% dei neonati venuti al mondo nei centri nascita del territorio italiano sono di origine straniera. Sono in aumento, infatti, le neomamme straniere che partoriscono in Italia.

Pubblicato da Paola Perria Lunedì 4 aprile 2011

Neonati: il 16% delle nascite in Italia arriva da mamme straniere

Se siete andate al nido dell’ospedale di recente, guardando i neonati vi sarete accorti che sono davvero tanti quelli che si fanno notare per colore o fisionomie non italiche, diciamo così. Sempre di più, in effetti, le neo mamme che partoriscono nei punti nascita sparsi per il territorio italiano, da nord a sud (isole comprese), sono straniere, spesso extracomunitarie. Questa è un’ottima notizia, dal momento che, come sappiamo bene, costituisce una boccata d’ossigeno per la nostra asfittica società italiana, sempre più vecchia e meno feconda anche a causa delle deficitarie politiche familiari. Allo stato attuale, fare figli sta diventando un vero e proprio lusso.

Ma per effetto della globalizzazione, della immigrazione e della maggiore prolificità dei gruppi etnici (passatemi la brutta espressione) che arrivano nel nostro Paese e vi si stabiliscono, trovando lavoro e cercando di integrarsi nel rispetto reciproco, il trend è ora meno negativo. Queste giovani famiglie stanno contribuendo a”correggere” (ma la strada è lunga) la tendenza inesorabile alla denatalità che sta affliggendo un Paese che, nel passato, era stato caratterizzato da boom demografici davvero imponenti, penso agli ani ’50 e ’60 del ‘900 ad esempio.

Oggi, il 16% delle nascite in Italia arriva da mamme straniere. Vediamo giusto qualche dato. Per quanto riguarda la provenienza geografica, il 26,5% delle neo mamme viene dal continente africano, il 26,1 dall’Europa (dell’Est, soprattutto), il 17,3% dall’Asia. A proposito, invece, dell’ età media delle madri straniere al momento del parto è di 29 anni, contro i 32 delle mamme italiane. Si tratta di cifre e statistiche presentate di recente a Firenze, nel corso del XIV Congresso della Società italiana di Medicina Perinatale.