Neonati: il 16% delle nascite in Italia arriva da mamme straniere

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    Neonati: il 16% delle nascite in Italia arriva da mamme straniere

    Se siete andate al nido dell’ospedale di recente, guardando i neonati vi sarete accorti che sono davvero tanti quelli che si fanno notare per colore o fisionomie non italiche, diciamo così. Sempre di più, in effetti, le neo mamme che partoriscono nei punti nascita sparsi per il territorio italiano, da nord a sud (isole comprese), sono straniere, spesso extracomunitarie. Questa è un’ottima notizia, dal momento che, come sappiamo bene, costituisce una boccata d’ossigeno per la nostra asfittica società italiana, sempre più vecchia e meno feconda anche a causa delle deficitarie politiche familiari. Allo stato attuale, fare figli sta diventando un vero e proprio lusso.

    Ma per effetto della globalizzazione, della immigrazione e della maggiore prolificità dei gruppi etnici (passatemi la brutta espressione) che arrivano nel nostro Paese e vi si stabiliscono, trovando lavoro e cercando di integrarsi nel rispetto reciproco, il trend è ora meno negativo. Queste giovani famiglie stanno contribuendo a”correggere” (ma la strada è lunga) la tendenza inesorabile alla denatalità che sta affliggendo un Paese che, nel passato, era stato caratterizzato da boom demografici davvero imponenti, penso agli ani ’50 e ’60 del ‘900 ad esempio.

    Oggi, il 16% delle nascite in Italia arriva da mamme straniere. Vediamo giusto qualche dato. Per quanto riguarda la provenienza geografica, il 26,5% delle neo mamme viene dal continente africano, il 26,1 dall’Europa (dell’Est, soprattutto), il 17,3% dall’Asia. A proposito, invece, dell’ età media delle madri straniere al momento del parto è di 29 anni, contro i 32 delle mamme italiane. Si tratta di cifre e statistiche presentate di recente a Firenze, nel corso del XIV Congresso della Società italiana di Medicina Perinatale.