Nascite in calo in Italia: spariscono più di 12 mila culle

Crollano, ancora una volta, le nascite e nel 2011 si tocca il record dei 12700 bambini in meno. Scopriamo insieme i motivi.

Pubblicato da Valentina Morosini Martedì 25 ottobre 2011

Nascite in calo in Italia: spariscono più di 12 mila culle

Saranno circa 12.700 i neonati in meno rispetto al 2010. È davvero un calo gigantesco, infatti, è stato paragonato dagli esperti come alla scomparsa improvvisa delle culle. Inoltre, si tratta del crollo più grande degli ultimi anni. Pensate che nel biennio 2009-2010 si sono persi circa 15 mila piccoli, ma in due anni. Questi sono i dati elaborati da Italo Farnetani, pediatra e autore del manuale Da zero a tre anni, edito da Mondadori. Ma vediamo insieme alcune considerazioni su questa novità.

Si accentua così la diminuzione della natalità che si era verificata negli ultimi anni, dopo un incremento dal 1995 al 2005, dovuto soprattutto alla presenza di bambini di genitori stranieri“, dice il pediatra. Nei primi cinque mesi del 2011 è nato il 40% in meno di bambini e tenete conto che di solito in primavera si verifica il maggior numero di nascite.

A livello geografico, il calo più netto si concentra al Nord-Ovest, con un meno 3,18%, nel Nord-Est si ha un -1,66%. La diminuzione nelle Sud è del 2,11%. Ci sono delle Regioni più critiche come la Toscana (-3,48%), la Lombardia, che da anni è in testa invece alle classifiche: Milano perde, invece, tantissimo, arrivando al -8,83%.

Ma perché ci sono sempre meno figli nel nostro Paese? Non sono gli italiani ad aver smesso di riprodursi (lo hanno già fatto anni prima), ma sono – sempre secondo il pediatra – gli stranieri. “Senza dubbio la crisi economica è uno dei motivi della riduzione della natalità“, dice. “Si rinuncia a un figlio proprio per non incrementare le spese. Inoltre, da anni c’è una cronica insufficienza di posti disponibili negli asili nido, cosa che crea disagio sia per i bambini sia per le famiglie. Le amministrazioni locali dovrebbero dare una risposta alle richieste dei cittadini”.