Mense scolastiche, in arrivo il piatto unico

I bambini nel Nord riceveranno tre volte la settimana un piatto unico al posto del tradizionale pasto con tre portate. La scuola tenta di risparmiare

Pubblicato da Valentina Morosini Mercoledì 12 gennaio 2011

Mense scolastiche, in arrivo il piatto unico

Le mense scolastiche introducono importanti novità: il piatto unico. Fino ad oggi i bambini a scuola avevano un menù completo di primo, secondo, contorno, dolce e frutta. Ora qualcosa sta cambiando e anche loro, i nostri piccolini, tra tagli ed educazione alimentare, dovranno abituarsi a cambiare il loro modo di consumare il principale pasto della giornata: il pranzo. Non c’è una regola comune, perché ogni regione ha deciso di intervenire in modo differente. Vediamo meglio cosa sarà proposto nella scuola dell’obbligo.

Le mense scolastiche del Nord si adeguano ai riti del pasto “mordi e fuggi” dei lavoratori urbani, mentre al Sud è già scoppiata la polemica: il piatto unico non è stato ben accetto. Ma diciamo la verità. Il problema principale di questa scelta non è tanto la salute dei bambini, quanto il tentativo di Comuni di risparmiare.

Per fare un esempio, il Comune di Padova ha introdotto il piatto unico in mensa per tre giorni a settimana, e conta di risparmiare così 650 mila euro in un anno, riducendo gli avanzi dei 7mila pasti serviti ogni giorno a scuola. E non è poco.

Insomma, bambini a dieta per tagliare i costi. Alla scuola materna dovrà essere bilanciato così: 70 grammi di pasta, 50 grammi di verdura, 1 cucchiaio d’olio, 1 frutto. Alla scuola primaria: 1 porzione di spinaci, 1 cucchiaio di olio, 1 piatto di formaggi, 1 rosetta, 1 frutto, mentre alla scuola secondaria di primo grado: 80 grammi di pane, 1 porzione di pesce o carne, 2 cucchiai d’olio, 2 frutti.