Maternità: astensione obbligatoria dal lavoro

Stare a casa dal lavoro durante dopo il parto è un diritto certificato per legge. Ci sono due formule tra cui scegliere: ecco quali.

Pubblicato da Valentina Morosini Martedì 14 settembre 2010

Maternità: astensione obbligatoria dal lavoro

Uno dei desideri più grandi di una donna che ha appena partorito è di sicuro quello di avere un po’ di tempo per stare a casa con il proprio bambino e godersi i suoi primi sorrisi, l’allattamento e la dolcezza del momento. Ovviamente c’è una legge che tutela questo diritto e che prevede che la mamma lavoratrice abbia la possibilità di astenersi dal lavoro nei due mesi precedenti la data presunta del parto e tre mesi dopo il parto. I periodi di astensione obbligatoria si computano nell’anzianità di servizio. Quindi vi verrà conservato il posto di lavoro e versati contributi, ovviamente.

Alcune mamme però scelgono di prestare servizio fino al termine dell’ottavo mese, per poi avere un mese in più dopo la nascita. È facoltativo: dipende dalla salute della donna e dal tipo di impiego. Sapete bene che ci sono attività che è importante sospendere: per esempio se si è a contatto con prodotti che possono essere nocivi o se si lavora in condizioni fisiche molto pesanti.

Comunque, per fare il punto: in base alla nuova normativa le lavoratrici hanno la facoltà di astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente la data presunta del parto e nei quattro mesi successivi al parto. Ricordatevelo bene, se volete recuperare il periodo dopo la nascita.

Questa norma può essere applicata presentando i certificati del medico specialista e del medico competente per la prevenzione e la tutela della salute nei luoghi di lavoro. Devo certificare che tale scelta non abbia alcun influenza sulla salute del bambino e della sua mamma.