Mamme e lavoro: l’eurodeputata in aula con la figlia

L’eurodeputata Licia Ronzulli si è presentata ad una votazione in aula con la figlia Vittoria: un gesto fatto per sensibilizzare sul problema delle mamme lavoratrici che devono scegliere tra lavoro e famiglia.

Pubblicato da Francesca Bottini Venerdì 24 settembre 2010

Mamme e lavoro: l’eurodeputata in aula con la figlia

Conciliare lavoro e figli? Di certo non è facilissimo ma anche meno difficile del previsto: lo dimostra anche l’europarlamentare Licia Ronzulli che si è presentata nell’aula plenaria dell’Europarlamento di Strasburgo con la figlia Vittoria, la piccola Vittoria nata da poco più di un mese. La parlamentare del Pdl, ha 35 anni e ha deciso di cercare di conciliare al massimo la vita lavorativa con la figlia: i colleghi, vedendola entrare con questo fagottino in braccio, l’hanno applaudita facendole gli auguri per la sua vita da mamma e ovviamente da deputata.

«Il pensiero va alle tante donne che non possono conciliare lavoro e vita di madre. Chiedo l’impegno di questo Parlamento perché nessuna donna debba trovarsi più davanti a un bivio» ho sottolineato Licia Ronzulli.

“Non era la prima volta e di sicuro porterò ancora Vittoria in aula”: soprattutto perché la bambina è stata davvero brava e per tutta la durata della votazione ha dormito serena in braccio alla mamma.

Chiaramente lei sa di essere una privilegiata: non tutte le donne infatti possono portare i propri bambini al lavoro e proprio per questo molte sono costrette a scegliere tra la famiglia e la carriera rinunciando ad un aspetto della loro vita.

L’idea dell’eurodeputata è nata già un po’ di tempo prima: “Un paio d’anni fa una collega danese aveva portato sua figlia di quattro mesi in aula durante una votazione, perché era in emergenza, non aveva nessuno che potesse tenerla”.

La Ronzulli parla anche delle iniziative dell’Unione Europea per le mamme lavoratrici: “Al Parlamento Europeo in questo momento c’è una direttiva al vaglio della Commissione Occupazione e Affari Sociali, di cui faccio parte, in collaborazione con la Commissione Fam, che è quella delle donne. La proposta è quella di un congedo di maternità di diciotto mesi retribuito al 100 per cento, magari togliendo l’obbligatorietà dei mesi precedenti il parto. Io stavo bene e ho lavorato fino al giorno prima”.

Speriamo bene!