Mamme-amiche? Non fanno bene ai figli

Molti psicologi sostengono che il ruolo dei genitori debba essere ben definito e non confondersi con quello di amici.

Pubblicato da Francesca Bottini Domenica 20 giugno 2010

Sono sempre stata convinta del fatto che i genitori debbano avere bene presente il loro ruolo nei confronti dei figli e che questo non sia minimamente paragonabile al rapporto tra amici. Anche la psicologia sostiene questo: le mamme amiche possono decisamente fare più male che bene ai propri figli. La mamma infatti deve essere una guida, un esempio ma anche autoritaria: deve dare le regole e permettere nello stesso tempo ai propri figli di fare le loro esperienze. Una ruolo certo non facile ma che non può essere simile o paragonabile a quello di un amico: è soprattutto con le figlie femmine che le madri cercano di instaurare un rapporto di amicizia.

Diciamolo chiaramente: soprattutto nella fase dell’adolescenza e delle prime scoperte è normale che una ragazzina abbia dei segreti che confessa solo alle amiche coetanee e più care. L’atteggiamento complice della mamma-amica in realtà non farebbe per nulla bene ai figli.

Chiaramente questo non vuole dire che, se un figlio ha un problema non può rivolgersi ai suoi genitori e soprattutto alla mamma: il ruolo del genitore è proprio quello di saper intervenire quando un figlio ha bisogno ma evitare di voler sapere tutto della loro vita.

Molti psicologi infatti sostengono proprio la pericolosità di questi atteggiamenti in cui le madri (soprattutto quando sono molto giovani) vogliono sostituirsi all’amica del cuore della figlia e sapere tutto della sua vita, anche del sesso o delle prime cotte.

La complicità che è comunque importantissima tra madre e figlia è comunque altro: ovvio che una ragazzina, all’arrivo delle prime mestruazioni o alla prima visita ginecologica si rivolgerà alla mamma. Per le altre cose…lasciate che ci pensino le amiche!

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