Mamma blogger americana: la sua battaglia contro l’allattamento artificiale

Una mamma blogger americana ha ingaggiato una battaglia contro un’app per iPhone che a suo dire tenderebbe a favorire l’allattamento artificiale rispetto a quella naturale.

Pubblicato da Francesca Bottini Venerdì 4 marzo 2011

Mamma blogger americana: la sua battaglia contro l’allattamento artificiale

E’ una vera e propria battaglia contro l’allattamento artificiale, quella messa in piedi da Missy Berggren, mamma di due bambini del Minnesota, blogger di ‘Marketing Mama’ ed esperta di comunicazione. Ha infatti criticato in modo molto duro una nuova applicazione per iPhone, creata e sponsorizzata da un’azienda che produce latte in polvere. Vedendo in questa app un chiaro messaggio che incita le mamme a preferire il latte in polvere rispetto a quello naturale, Missy ha deciso di scendere in campo per ribadire l’importanza dell’allattamento al seno.

“Non potevo credere ai miei occhi – ha detto nel suo blog – quando mi sono imbattuta nella app progettata per aiutare i neo genitori a far mangiare e dormire il loro bambino e a cambiargli il pannolino: offre la possibilità di monitorare i tempi dell’allattamento al seno o col biberon, consentendo anche di appuntare da quale seno il bebè ha succhiato l’ultima volta, in modo da non dimenticare”.

Da sempre la disputa tra latte in polvere e latte materno è molto accesa: ci sono mamme che mai e poi mai rinuncerebbero ad allattare naturalmente il proprio bambino ed altre che preferiscono evitare.

Quello che ha fatto indignare la mamma blogger, è il fatto che il finanziamento dell’app arrivi da un’azienda di latte in polvere e che perciò: “Non è possibile che venga favorito l’allattamento al seno”.

L’applicazione offre la consulenza di esperti che aiutano i genitori con dubbi sull’allattamento: essendo però forniti dall’azienda, i consulenti tenderanno a favorire l’allattamento artificiale. Anche l’obiettivo dell’app, ovvero il poter definire in maniera precisa i momenti della giornata in cui allattare il bambino, è in totale contrasto con le disposizioni dell’ American Academy of Pediatrics.