Libro: “Il parto in casa – istruzioni per l’uso”

Partorire tra le mura domestiche fa paura, ma non deve. E' un'esperienza unica, scelta da tante donne importanti come Giorgia. Ecco un libro per capire meglio cosa significa scegliere un parto naturale.

Pubblicato da Valentina Morosini Martedì 25 maggio 2010

Molti ginecologi sponsorizzano il parto in casa perché mettere al mondo il proprio bambino naturalmente tra le mura domestiche rende l’esperienza ancora più bella ed emozionante. Le italiane però, rispetto a molte altre donne europee, non sono ancora state convinte fino in fondo. C’è paura e poi abbiamo una passione per il cesareo, come se non fosse neanche da considerarsi un intervento chirurgico con possibili complicazioni. A New York i parti in casa sono stati messi al bando, perché le ostetriche sono pochissime e non c’è la possibilità di soddisfare tutte le richieste. Su questa esperienza è intervenuta Elisabetta Malvagna con il suo libro “Il parto in casa – istruzioni per l’uso” (Red! Edizioni).

Racconta la meraviglia di dare alla vita tra le mura domestiche, citando anche donne famose come Giorgia che ha fatto nascere così il piccolo Samuel. Un gesto di coraggio, ma anche di profonda naturalezza. Un ritorno a quelle che sono le origini e le abitudini: perché quanti persone hanno ancora i genitori nati a casa: un tempo era la normalità. Non era prevista la degenza in ospedale.

Oltre a Giorgia ci sono tante altre donne come Gisele Bundchen, Cindy Crawford ed Elle Mac Pherson, Meryl Streep che hanno deciso di mettere al mondo il proprio bimbo così. ”Sul parto in casa ci sono molti tabù e resistenze – racconta la giornalista, madre di due figli entrambi nati tra le mura domestiche – dovute soprattutto alla scarsità di informazioni e all’idea che la gravidanza sia una malattia”.

Se l’argomento vi interessa o volete approfondire il tema della gravidanza tramite la penna sensibile di Malvagna vi consiglio anche il libro “Partorire senza paura“, sempre per la Red!. Cerchiamo di superare certi bagagli culturali che limitano di vivere appieno l’esperienza più bella del mondo.

Foto tratte da
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