Le più belle filastrocche per bambini del passato

In passato le filastrocche per bambini erano un modo per imparare e tenere a mente alcuni semplici concetti, dalla grammatica alla matematica. Scopriamo quali potrebbero essere utili anche oggi

Pubblicato da Valentina Morosini Giovedì 23 settembre 2010

Le più belle filastrocche per bambini del passato

Le filastrocche fanno parte della nostra vita. Siate sinceri, quante sono le cose che vi ricordano un simpatico gioco di parole, dai giorni al cibo, dalle ore alla scuola? Le filastrocche per bambini non sono solo un modo divertente per imparare delle nozioni, ma sono uno strumento validissimo per capire quali sono i giusti accenti, le doppie o qualche formula matematica o grammaticale. Possiamo definirle un metodo di apprendimento.

Tornando alla grammatica, esistono a riguardo tante filastrocche costruttive direttamente dal passato: … Are, ere, ire l’acca fan fuggire, oppure Scienza e coscienza della i non fanno senza. Ma c’è anche Su qui e qua l’accento non va su lì e su là l’accento ci sta, su me e su te l’accento non c’è e non lo vuol su ma lo vuol giù e lo vogliono pure lì, là, più. I ragazzi di un tempo se le ricordano bene, perché erano gli stessi insegnanti a svelare i trucchetti per imparare a scrivere correttamente. Oggi la grammatica sembra superata. Tutto è diventato talmente fast, che si rischia un collasso culturale.

Per la matematica ecco invece: Della sfera il volume qual è? Quattro terzi pi greco erre tre, mentre per la scienza Le Zie Parlano Di Dio, sono le iniziali delle cinque fasi della meiosi, la riproduzione delle cellule sessuali: Leptotene, Zigotene, Pachitene, Diplotene, Diacinesi. Ma chi non ricorda anche: DIADAINCONSUPERTRAFRA?

Se vi piacciono le poesie in rima per i più piccoli, sfogliate anche la nostra raccolta completa delle più belle filastrocche di sempre.

Aggiornamento a cura di: Redazione Pour Femme