“Le bambine salveranno il mondo”, parola di Rania di Giordania, e noi le crediamo

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    “Le bambine salveranno il mondo”, parola di Rania di Giordania, e noi le crediamo

    La regina Rania di Giordania dalla parte delle bambine! La bellissima moglie di re Abdallah II di Giordania, da sempre impegnata con l’Unicef per promuovere attività e istituzioni che possano sostenere e migliorare la qualità della vita dei poveri e degli ultimi (di cui madri e bambini costituiscono la gran fetta), ha rilasciato un’intervista esclusiva al mensile “A” in cui ha proprio posto l’accento sull’importanza che ricopre l’istruzione femminile e su quanto ancora si debba lavorare per permettere alle bambine di molte zone della terra disagiate di accedervi. “Troppo spesso pensiamo alle bambine come esseri delicati e fragili.

    Non riusciamo a vedere come invece possano essere la soluzione ad alcuni dei problemi più complessi che affliggono il mondo”, ha dichiarato la regina, peraltro madre di quattro figli. E ancora: “L’istruzione delle bambine può trasformare la società. Tanto più cresce il numero di bambine che ricevono un’istruzione secondaria, tanto più diminuiscono la mortalità infantile e l’incidenza dell’HIV-AIDS. E i benefici sono anche per la crescita economica.

    E’ sufficiente un aumento di un solo punto percentuale nel numero delle donne che ricevono un’istruzione secondaria a far aumentare il PIL procapite annuo dello 0,3 %. Può sembrare un piccolo cambiamento, ma per un Paese come l’India, ciò si tradurrebbe in più 5 miliardi di dollari all’anno”.

    Un messaggio davvero forte e chiaro quello della regina Rania, e tanto più incisivo e significativo in quanto proviene da quel mondo arabo – seppur, qui, rappresentato nella sua dimensione più laica e “occidentalizzata” (permettetemi la necessaria banalizzazione) – in cui, come ben sappiamo, ancora troppo spesso proprio le donne, e ancor prima le bambine, crescono mortificate nelle proprie aspirazioni e tenute relegate ai margini della società attiva e produttiva.

    Ma neppure il nostro Paese si può ritenere al riparo dalla discriminazione femminile, specie nel mondo del lavoro. Ecco perché donne come la regina Rania mettono se stesse e la propria popolarità mediatica a sostegno di queste campagne di sensibilizzazione, sapendo perfettamente quanto conti un messaggio ben lanciato a livello globale.

    “Chi vive sotto i riflettori dei Media – ha spiegato la regina – siano essi attori, atleti, musicisti o membri di una famiglia reale, ha la possibilità e la responsabilità di attirare l’attenzione dei Media, e più in generale del pubblico, e di aumentare la coscienza e la conoscenza di alcune tematiche”. Brava Rania, non possiamo che concordare con te, anche noi di Mamma PF siamo sempre e comunque dalla parte delle bambine!