Latte materno: cosa fare quando è poco

Allattamento al seno: quando la mamma ha poco latte è possibile stimolarne la produzione attraverso l’uso di alcuni medicinali: i galattagoghi.

Pubblicato da Cinzia Iannaccio Giovedì 23 settembre 2010

Latte materno: cosa fare quando è poco

Stimolare la produzione di latte materno è possibile e importante: sappiamo infatti che aiuta la crescita del neonato, ma anche la mamma a rimettersi in forma. Ci sono tecniche di preparazione ed educazione a farlo ed alcuni prodotti naturali e non, che possono aiutare. Al rigurardo, sul Journal of pharmacy and pharmaceutical sciences è stato appena pubblicato uno studio italiano. I ricercatori del Dipartimento di Scienze Pediatriche medico-chirurgiche e Neuroscienze dello Sviluppo del Policlinico Universitario A. Gemelli hanno individuato ed accertato la capacità di certi farmaci di stimolare la scarsa produzione di latte in alcune mamme.

Stiamo parlando dei cosiddetti medicinali “galattagoghi”. Il nome spiega abbastanza, ma nell’articolo scientifico tutto è spiegato meglio. In alcuni casi il naturale meccanismo di produzione di latte materno si interrompe, non funziona o comunque non come dovrebbe: si ha cioè poco latte.

Questo accade in pochi casi specifici: ovvero quando c’è una patologia della donna che ne nega la possibilità, il parto pretermine, la separazione tra mamma e bambino o una malattia di questo ultimo che non permettono il meccanismo della suzione, o la ripresa dell’allattamento dopo un periodo di sospensione.

Ad esempio se si decide una terapia antibiotica. Ebbene in tutti questi casi andrebbero utilizzati i farmaci galattagoghi, capaci di stimolare una maggiore lattazione, grazie alla loro azione sulla produzione di prolattina (l’ormone che è responsabile della produzione di latte).

“In particolare si assiste ad una stimolazione diretta sull’ipofisi e all’inibizione di quei fattori che bloccano tale meccanismo, come nel caso della dopamina. In particolare il domperidone, usato comunemente come procinetico (farmaco in grado di stimolare la motilità intestinale, stimola la lattazione in quanto antagonista della dopamina (antidopaminergico).

E’ considerato il miglior galattagogo in assoluto, perché efficace e privo di effetti collaterali nella madre e nel neonato!” ha spiegato il Prof. Antonio Alberto Zuppa, associato di Pediatria Generale e Specialistica all’Università Cattolica di Roma, che ha guidato l’equipe di studiosi.

Nella stessa pubblicazione si sconsigliano invece i farmaci neurolettici, come la clorpromazina, per i possibili effetti a breve e lungo termine sullo sviluppo del sistema nervoso centrale del neonato.

Al contempo, si sottolinea la necessità di avviare ricerche specifiche per dimostrare la sicurezza e l’efficacia di alcuni prodotti tradizionalmente usati come galattagoghi naturali, quali il fieno greco, la silimarina e la galega.