La spirale può curare tumori femminili e preservare la fertilità

La spirale, oltre che metodo contraccettivo, in futuro potrà essere usato per contrastare il tumore dell'endometrio preservando, inoltre, la fertilità futura delle pazienti giovani

Pubblicato da Paola Perria Giovedì 7 ottobre 2010

La spirale può curare tumori femminili e preservare la fertilità

Da semplice metodo anticoncezionale a sistema utile per curare malattie importanti come il tumore all’endometrio. Ecco il salto di qualità della comune spirale, o I.U.D. (dispositivo intrauterino), proposto – e ci fa particolarmente piacere – a seguito di un importante studio tutto italiano, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Annals of Oncology. Vediamo meglio come si è svolta questa ricerca. Dal 1996 al 2009, a 39 donne selezionate in qualità di pazienti oncologiche (con tumori all’endometrio in fase iniziale e circoscritta o con lesioni precancerose), in età fertile – dai 20 ai 40 anni – è stata collocata una spirale intrauterina.

Il dispositivo, però, non aveva, logicamente, una funzione contraccettiva, bensì aveva lo scopo di rilasciare due ormoni selezionati per contrastare lo sviluppo del tumore: il levonorgestrel, di origine progestinica, associato ad un’iniezione mensile di gonadotropina. Nello specifico, il levonorgestrel inibisce la crescita dell’endometrio, mentre la gonadotropina interferisce con la produzione dell’estrogeno, ormone pericoloso perchè favorisce la moltiplicazione delle cellule cancerose.

A un anno di distanza, in tutte le pazienti non si era verificato alcuno sviluppo della malattia, motivo per cui la spirale è stata loro rimossa, permettendo una eventuale gravidanza. Ogni sei mesi le donne sono state controllate, per verificare che il tumore non avesse ripreso la sua crescita, e per monitorare il buon andamento delle gravidanze. In seguito, una volta diventate mamme – nove, delle 39, lo sono diventate in modo assolutamente naturale – è stato eseguito su di loro un intervento di isterectomia, onde evitar qualunque possibilità di ricaduta.

Tutte le 39 pazienti godono, a tutt’oggi, ottima salute. Un risultato eccellente, come si può ben vedere, che apre a ragionevoli prospettive di miglioramento della qualità della vita delle giovani donne affette da questi tipi di tumore, assai diffusi, preservando, inoltre, la loro successiva possibilità di concepire un figlio. Mario Sideri, Direttore dell’Unità di Ginecologia Preventiva dell’Istituto di Europeo di Oncologia di Milano, uno dei ricercatori che ha promosso la ricerca, a proposito del tumore all’endometrio ci dice: “Stiamo parlando della più frequente tra le neoplasie ginecologiche, di cui si registrano in Italia circa 5mila nuovi casi ogni anno”.

Un tipo di tumore poco aggressivo, comunque, che si può facilmente contrastare. Con l’utilizzo della spirale si ottengono due risultati di grande rilievo: si evitano i farmaci per bocca che danno molti effetti collaterali fastidiosi, e, soprattutto, si permette alle pazienti di poter programmare con tranquillità una futura gravidanza, proteggendo la loro fertilità. Vorremmo poter dare notizie così confortanti tutti i giorni!