La scoliosi infantile non è favorita dallo zainetto pesante, parola di fisiatra

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    La scoliosi infantile non è favorita dallo zainetto pesante, parola di fisiatra

    Non è vero che lo zainetto stracolmo di libri favorisca la scoliosi nei bambini, e questa è sicuramente una notizia confortante, soprattutto considerando che proviene da una fonte assolutamente autorevole: il fisiatra Stefano Negrini, Direttore dell’Istituto Scientifico Italiano Colonna Vertebrale (Isico). Naturalmente questo non significa che trasportare un peso eccessivo sulla schiena non sia un danno per un bambino o un teenager, perché, come sottolinea il dott. Negrini: “Il carico massimo trasportabile da bambini e ragazzi in età scolare non dovrebbe superare il 15-20 % del peso corporeo”.

    In realtà, come le mamme ben sanno, è molto più probabile che questo limite sia superato, arrivando fino al 30% in alcuni casi, anche perché (e onestamente non capisco per quale astrusa e irresponsabile ragione), i libri scolastici diventano sempre più massicci invece che alleggerirsi (basterebbe usare carta riciclata e non patinata, e copertine morbide). Ma il problema rimane la predisposizione a scoliosi e deviazioni varie della colonna vertebrale (in buona parte di origine genetica), anche se non determinate dal trasporto dello zainetto: come si può cercare di evitare questo genere di problemi?

    Innanzi tutto, il prof. Negrini sottolinea che: “La scoliosi è una deformità della colonna vertebrale che si torce nei tre piani dello spazio. Questa patologia è raramente dolorosa in una fase iniziale, ma si può riconoscere quando si evidenzia l’elevazione di una spalla rispetto all’altra e la presenza di un gibbo che si manifesta quando si flette il busto in avanti, cosa che invece non avviene quando si abbia un atteggiamento scoliotico o cifotico”.

    In pratica, non sempre quando un ragazzino appare curvo, significa che abbia la scoliosi, potrebbe invece essere semplicemente un problema di postura e di debolezza dei muscoli della schiena. A tal proposito: “Non esiste una postura ideale – spiega sempre il dott. Negrini – L’importante è cambiare spesso posizione perché anche la posizione più corretta, se mantenuta a lungo, può favorire disturbi muscolo scheletrici.

    Bambini e ragazzi che passano molte ore seduti (a scuola e poi a casa) devono sapere che occorre cambiare spesso posizione e fare piccole pause per alzarsi e sgranchirsi le gambe”. Un ottimo consiglio che, peraltro, dovrebbe valere un po’ per tutto coloro che svolgono un’attività sedentaria. Se zaini pesanti e le troppe ore curvi sul banco di scuola o sulla propria scrivania procurano mal di schiena al minore, cosa bisogna fare? “Bisogna stare all’erta se il dolore persiste a lungo e ci sono frequenti episodi – conclude Negrini – In questi casi è utile fare qualche accertamento”.