La pillola ha favorito il basso tasso di fecondità in Italia

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    La pillola ha favorito il basso tasso di fecondità in Italia

    Colpo duro alla pillola. Proprio quest’anno ha compiuto 50 anni e possiamo dire che ha cambiato la vita delle donne. Eppure ci sono sempre un sacco di dubbi su questo farmaco: da un lato combatte il cancro, dall’altro lo favorisce, poi c’è chi teme di ingrassare, di soffrire di sbalzi di umore o chi di diventare sterile. Allora ogni cosa va affrontata con cura e probabilmente con l’aiuto di un medico esperto. Nulla è esatto se raccontato così, ci sono pro e contro. E con i nuovi farmaci sono più pro che contro. C’è di vero che ha influenzato il modo in cui il ‘gentil sesso’ sceglie di avere dei figli.

    “Attualmente in Europa il tasso di fecondita’ e’ di 1,38, mentre nel nostro Paese e’ ancora piu’ basso, circa di 1,32”, ha dichiarato Giorgio Vittori, presidente della Societa’ italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo).

    In questo senso la pillola non ha portato una grande rivoluzione. L’Italia ha una delle popolazioni piu’ ‘anziane’ del mondo e non c’e’ flusso di rigenerazione, se non quello assicurato dagli immigrati, che concepiscono il 12,5% dei bambini che nascono nel nostro Paese.

    I problemi legati all’infertilità non sono causati dalla pillola, ma dal fatto che le donne scelgono di avere figli dopo i 35 anni, momento in cui c’è un calo di fertilità. Dunque la contraccezione ormonale, secondo Vittori, nell’abbassamento del tasso di fecondita’ italiano.