L’iniziativa “Mamme libere dal fumo”

Fumare durante la gravidanza può causare molti problemi al nascituro. Mentre se state cercando un bambino ricordate che il fumo danneggia gli apparati riproduttivi

Pubblicato da Valentina Morosini Venerdì 18 giugno 2010

Il fumo in gravidanza è un tema che abbiamo trattato diverse volte. Oggi però desidero parlarvi di un’importante iniziativa “Mamme libere dal fumo“, voluta per aiutare le donne a smettere di fumare proprio in relazione alla gravidanza e a uno stile di vita più sano. Questa campagna è articolata su diverse fasi: fornisce materiale informativo alle famiglie, c’è un impegno a formare in modo specifico le ostetriche affinché sappiano fare azione antitabagismo, a coinvolgere il personale sanitario e a monitorare la situazione del paese. Restare incinta non è solo portare dentro di sé un bambino, ma è un’assunzione di responsabilità. Vediamo quindi quali sono i rischi del fumo.
Smettere di fumare durante la gravidanza è la decisione di molte donne (71%), purtroppo però di queste, dopo il parto o al termine dell’allattamento, il 70% riprende l’abitudine. Ci deve essere quindi una motivazione personale. Per esempio il fumo danneggia l’apparato riproduttivo e può interferire con la fertilità.

Durante la gravidanza il fumo è associato a un aumento di complicanze (gravidanza extra uterina, aborto spontaneo, inserzione bassa della placenta, rottura precoce delle membrane, ecc.) e a numerosi effetti dannosi per il bambino tra i quali ridotto peso alla nascita, parto prematuro, mortalità perinatale e disturbi cognitivi.

Poi, una volta venuto al mondo, non finiscono i problemi. Il fumo passivo contribuisce all’insorgere di bronchiti acute e di bronco polmoniti, di esacerbazioni di asma bronchiale e di otiti acute dell’orecchio medio. La “morte in culla” è 3 volte più frequente nei bambini di madre fumatrice. Questi sono dati provenienti proprio dal sito Mammeliberedalfumo.org che vi invito a visitare.

Foto tratta da Mammeliberedalfumo.org