L’ecstasy in gravidanza può avere gravi conseguenze sul feto

L’ecstasy, la droga chimica così in voga tra i teenager, se assunta in gravidanza può compromettere lo sviluppo del feto a livello motorio e successivamente anche di apprendimento.

Pubblicato da Paola Perria Giovedì 1 marzo 2012

L’ecstasy in gravidanza può avere gravi conseguenze sul feto

Assumere una droga come l’ecstasy durante la gravidanza può avere delle conseguenze deleterie per lo sviluppo del feto, incluso quello di influenzarne il sesso. Lo studio degli effetti del metilendiossimetanfetamina (il principio attivo dell’ecstasy, estremamante pericoloso) in gravidanza è stato condotto dai ricercatori della Case Western Reserve University School of Medicine in collaborazione con i colleghi della University of East London (UEL) e della Swansea University (tutti nel Regno Unito), e i risultati ottenuti sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Neutoxicology and Teratology.

L’indagine ha riguardato 96 persone, e i particolare alcuni neonati (esaminati alla nascita, e dopo quattro mesi di vita) le cui madri avevano assunto ecstasy durante la gravidanza, confrontati con altri bebè nati da mamme “pulite”.

Dai dati e dalle analisi, purtroppo è emerso che i piccoli che erano stati esposti alla droga chimica, erano quasi tutti maschietti e soprattutto presentavano dei deficit a livello di movimento e di capacità di coordinazione di mani e occhi, inoltre non riuscivano a mantenersi seduti da soli e a sorreggere la testina.

Ma non sarebbero solo queste le conseguenze dell’ecstasy sui bambini. Gli effetti a lungo termine si manifestano a livello di capacità mnemoniche e di apprendimento, che risulterebbero ridotte rispetto agli standard normali.

“Questa droga può ridurre infatti il livello di serotonina che è un importante neurotrasmettitore ed è cruciale per una serie di funzioni cerebrali che comprendono il controllo motorio, ma anche la regolazione dell’umore e del sonno”, ha spiegato il dott. Andy Parrott, della Swansea University.

L’ecstasy è una droga sintetica che provoca danni molto seri al cervello di chi ne fa uso, in particolare ai neuroni serotoninergici che sovrintendono la capacità di integrare emozioni e informazioni. Per questo assumerla in gravidanza è davvero un enorme rischio per il nascituro, così come lo sono tutte le droghe, fumo incluso.